Better Call Saul (2015-2022)

di Vince Gilligan e Peter Gould

con Bob Odenkirk, Rhea Seehorn, Jonathan Banks, Michael Mando, Giancarlo Esposito

Ci sono serie TV che, giunte alla terza o quarta stagione, già mostrano tutti i loro limiti, che trasmettono quella sensazione di stiracchiamento della sceneggiatura con l’obiettivo di prolungare il successo dei primi episodi. Gli esempi sono tantissimi e, a mio parere, sono rare le produzioni che sfuggono a questa regola. Una di queste è sicuramente Better Call Saul, il celebre spin off di una delle serie più amate di tutti i tempi (Breaking Bad), di cui recentemente Netflix ha reso disponibile la sesta (e ultima) stagione.

Ebbene la serie, che ruota attorno alle vicende di Saul Goodman (Bob Odenkirk), ben noto a chi non si è preso una puntata di Breaking Bad, e di molti degli altri personaggi resi celebri dal capolavoro firmato Vince Gilligan e Peter Gould, non accusa in alcun modo il susseguirsi degli episodi e il fatto di essere arrivata alla stagione numero sei (che è comunque quella conclusiva).

La trama, infatti, tira splendidamente le fila di tutte le vicende e dei personaggi, sempre senza cadute di stile. Sì di stile, perché la confezione di Better Call Saul rivaleggia con l’ingegnosità della storia, così che ogni puntata vi lascerà a bocca aperta per il suo sviluppo narrativo ma anche per come è stato scelto di illustrarla.

La regia è impeccabile e le scelte di inquadrature inusuali o ricercate non appaiono mai fini a se stesse ma funzionali al racconto nonché una gioia per gli occhi. I personaggi sono poi il valore aggiunto assoluto, sia quelli “buoni” (ammesso che ce ne sia davvero qualcuno) sia i “cattivi”.

La genialità di certi intrecci, le trovate sorprendenti, gli spettacolari scenari (in particolare quelli desertici), il sapiente utilizzo dei flashback e degli “assaggi” di futuro, rendono Better Call Saul una visione imprescindibile e, a mio modestissimo parere, una gemma assoluta nel panorama delle serie TV, nonché una delle mie preferite di tutti i tempi.

Voto: 10