Good luck o you, Leo Grande (2022)

di Sophie Hyde

con Emma Thompson, Daryl McCormack

 

Nancy è una donna che ha passato la cinquantina, è rimasta vedova e, un po’ per le sue inibizioni, un po’ perché il marito viveva la sessualità in modo piatto, non ha mai avuto un orgasmo. E, cosa ben più preoccupante, con il passare degli anni si è convinta che non fosse poi così importante nella sua vita di insegnante morigerata e un po’ bacchettona.

Come colta da illuminazione sulla via di Damasco (e prima che sia troppo tardi) decide di concedersi il lusso di un po’ di sesso come si deve e si rivolge a un sito di gigolo. Così, nella sua camera d’albergo, si vede “recapitare” Leo Grande (Daryl McCormack), aitante, simpatico, galante… insomma davvero la persona giusta per togliere un po’ di ragnatele dagli angoli inutilizzati della casa (se mi concedete la metafora). In realtà non sarà tutto rose e fiori.

Il piacere è tutto mio, della regista Sophie Hyde, si svolge praticamente tutto in una camera d’albergo, nella quale avvengono i quattro incontri tra Nancy (Emma Thompson) e Leo, tra imbarazzi, ripensamenti, battute, to do list di desideri sessuali e sprazzi di confidenze e tenerezza.

I dialoghi reggono tutto sommato bene e il merito va più ai due attori che all’ispirazione di chi ha scritto la sceneggiatura. Emma Thompson regala al ruolo tutta la sua classe e autoironia (frutto di una grande consapevolezza di sé, al punto da non aver paura di mostrare senza pudori il suo fisico inevitabilmente segnato dall’età) e anche McCormack, al di là di addominali e sorriso, riesce a regalare una tenerezza e una vulnerabilità che lo rendono credibile.

Alla fine, però, il tutto appare quasi come un esercizio di stile, certo divertente, certo ben interpretato ma leggero e con la tendenza a volare alto da ogni forma di impegno, ovvero senza entrare nel merito di una situazione comunque al limite. Inoltre l’inversione del ruoli rispetto a quanto solitamente avviene nell’immaginario collettivo – l’anziano uomo che si diletta, a pagamento, con una donna molto più giovane – ammanta il tutto di una patina di accettabilità che altrimenti non ci sarebbe stata.

Il piacere è tutto mio resta un film divertente, godibile e anche tenero. Certo il messaggio che lancia – bisogna accettarsi per quello che si è, inevitabile trascorrere del tempo compreso – è bello ma gli manca il coraggio di osare un po’ di più (anche se magari la regista, facendo parlare i personaggi senza particolare pudore di pompini e 69, pensa di averlo fatto…).

 

 

Voto: 6