La regina degli scacchi – Serie TV (2020)

di Scott Frank

con Anya Taylor-Joy, Bill Camp, Marcin Dorocinski, Isla Johnston

Una serie TV che ha il gioco degli scacchi come protagonista rischia di non suscitare grandi emozioni in chi si accinge a scegliere che cosa guardare in streaming. Ma, in questo caso, le apparenze ingannano perché La regina degli scacchi riesce a trovare la chiave giusta per raccontare le vicende senza i tempi morti tipici delle partite davanti alla scacchiera.

La trama ruota attorno al personaggio (inventato) di Beth Harmon – fenomenale campionessa di scacchi (un mondo fortemente maschile e maschilista) nell’America degli anni ’50 – che un lungo flashback iniziale ci aiuta a conoscere meglio. Rimasta orfana dopo il suicidio della madre, cresce in orfanotrofio dove scopre non solo la sua grande passione per gli scacchi ma la propria genialità nel gioco, al punto da diventare velocemente la più giovane vincitrice di un torneo statale.

Ma la serie non è certo un mero resoconto delle strategie vincenti di Beth (che pure hanno il loro spazio) ma anche un’analisi a 360 gradi della sua vita, delle sue difficoltà di relazione, della sua dipendenza dai tranquillanti e dall’alcol, della consapevolezza della propria genialità, che però la rende poco omologata allo stereotipo della ragazza di quegli anni.

La storia ha nelle sfide contro campioni sempre più agguerriti uno dei suoi punti di forza, grazie alla capacità del regista Scott Frank di giocare in modo sapiente con i tempi, pigiando sull’acceleratore o rallentando, in modo da mantenere sempre alto il ritmo delle partite (che nella realtà hanno tempistiche estremamente dilatate e decisamente poco cinematografiche).

Ben fatta anche la caratterizzazione della protagonista principale – su cui a onor del vero l’intera serie si basa, con tutti gli altri personaggi relegati a ruolo di comparse, a eccezione fatta forse solo per la madre adottiva di Beth – con la sua dedizione/ossessione per il gioco e per la competizione (con tanto di partite giocate sul soffitto della camera da letto nelle notti tormentate dagli psicofarmaci).

Insomma i sette episodi che compongono questa miniserie – disponibili in esclusiva su Netflix – sono stati una piacevole sorpresa, perché ben realizzati (un plauso anche alla riproduzione delle ambientazioni degli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60) e perché ogni puntata invoglia alla visione della successiva. E di questi tempi non è poco. 

 

Voto: 7