Si muore tutti democristiani (2017)

di Registi vari

con Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli

Storie di precari, di uomini che a quarant’anni suonati ancora stanno cercando il loro posto nel mondo, che si dibattono tra le difficoltà della vita vera – un figlio in arrivo, l’inadeguatezza agli occhi della famiglia della moglie, un’appartamento diviso con coinquilini troppo giovani, le onnipresenti difficoltà economiche – e il ricordo di una gioventù inevitabilmente rimpianta, fatta di ideali e ideologie, di sogni, di bagni notturni in mare. Di una gioventù della quale avere nostalgia anche solo per il semplice fatto che… si era giovani.

Sono queste le tematiche affrontate dal trio Il terzo segreto di satira, diventato famosi su YouTube e sbarcato sul grande schermo con l’intenzione di raccontare qualcosa e non solo limitarsi a raccogliere i frutti della popolarità. L’operazione è riuscita solo in parte ma siamo comunque più vicini al cinema di quanto non lo siano stati i fallimentari tentativi di altri colleghi Youtuber (dai Jackal a Maccio Capatonda).

Si muore tutti democristiani attinge a piene mani dai cliché dei “quarantenni eterni ragazzini” ma lo fa in modo intelligente e spiritoso (anche se non ci si rotola per terra dal ridere), miscelando luoghi comuni a macchiette che, pur nella loro semplicità, risultano credibili e azzeccate. Carini anche gli intermezzi sul passato dei tre amici, affidati ai flashback, che servono a mettere in ulteriore risalto la difficoltà ad accettare il passaggio all’età adulta, con il suo carico di presa di responsabilità. Emblematico il dialogo tra Enrico (Walter Leonardi) e la moglie (Valentina Lodovini) nel quale lui cerca di scaricare su di lei, sul figlio in arrivo, sulla casa troppo piccola la responsabilità di una decisione che lui ha paura di prendere da solo.

E alla fine lui, così come i suoi due amici, da perfetti democristiani (e dunque italiani medi) non potranno fare altro che lasciarsi trascinare dalla corrente, verso le scelte più facili e convenienti, in barba agli ideali giovanili.

 

Voto: 6