Una donna promettente (2020)

di Emerald Fennell

con Carey Mulligan, Bo Burnham, Alison Brie, Jennifer Coolidge

 

Nina si è suicidata dopo essere stata violentata e dopo che nessuno le ha creduto. Solo Cassie (Carey Mulligan), la sua migliore amica, sembra non averla dimenticata… e non solo. Arrabbiata con il mondo e delusa dagli uomini, architetta una sua personalissima vendetta, che porta a compimento ogni notte, sacrificando la propria esistenza sull’altare del ricordo e del dolore.

Una donna promettente critica senza mezze misure la società maschilista, il patriarcato e denuncia la condizione di molte donne, vittime di violenze e abusi e spesso costrette all’ulteriore umiliazione di non essere credute. E lo fa scegliendo la strada della commedia con contorni black e drammatici nonché quella dell’estremizzazione. Nel film tutti gli uomini sono allupati e in agguato, pronti a sfruttare per il proprio tornaconto sessuale qualunque debolezza femminile.

Cassie si erge a paladina del riscatto femminile e l’efficacia del messaggio della sceneggiatura firmata Emerald Fennell (e premiata con un Oscar abbastanza di manica larga e figlio dell’epoca del politicamente corretto) può essere tale solo mettendo da parte ogni velleità di realismo e trasformando gli uomini in macchiette bidimensionali governate solo da quello che hanno in mezzo alle gambe. Che il mondo sia pieno di individui così non sarò certo io a negarlo, che si possa però ridurre l’intera popolazione maschile a un così ben misero stereotipo e pretendere che lo spettatore lo accetti senza storcere il naso è un altro paio di maniche. Dispiace poi che Cassie e la memoria di Nina, per trovare giustizia, debbano passare per un epilogo grottesco e con passaggi decisamente forzati.

Una donna promettente ha delle qualità nonché la capacità di affrontare un tema drammatico e spinoso da un’angolazione insolita e originale. Il risultato finale – ben lungi dall’essere perfetto e dal fare assurgere la pellicola come una tra le migliori dell’anno di grazia 2020 (almeno a vedere le cinque nomination agli Oscar, tra cui quella come migliori film) – è interessante e la visione comunque consigliata. L’impressione, però, è quella di un’occasione parzialmente sprecata.

 

Voto: 6