Non voglio cambiare pianeta (2020)
di Lorenzo Cherubini (Jovanotti)
Dopo lo straordinario bagno di folla dei suoi concerti sulla spiaggia e davvero pochi giorni prima che scattasse il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus, Jovanotti ha fatto un viaggio in Sudamerica, tra Cile e Argentina. Non si è trattato di un tour “da star”, tra alberghi di lusso e ricevimenti in ambasciata, bensì di un road trip in totale solitudine e in sella a una bicicletta. Non voglio cambiare pianeta è il reportage (visibile su Raiplay) di questa esperienza, realizzato con il montaggio dei video da lui registrati con action cam e smartphone giorno dopo giorno.
In questi filmati c’è tutta l’essenza, sia dell’esperienza di viaggio sia dell’uomo Lorenzo, che ci regala i suoi pensieri, i suoi punti di vista, la sua filosofia di vita e che soprattutto ci trasmette un senso di familiarità che è difficile provare per la maggior parte dei vip (o presunti tali), che spesso tendono a respingere piuttosto che attrarre, nelle loro condizioni di privilegiati.
Così, pedalata dopo pedalata e chilometro dopo chilometro (alla fine saranno 4.000), entriamo in sintonia con la sua fatica, con il sole che gli brucia la pelle, con gli sconfinati orizzonti del deserto di Atacama, con le lingue d’asfalto che procedono dritte e inesorabili, con le sue soste per mangiare e per trovare un posto dove riposare. E lo facciamo accompagnati dalle sue riflessioni (ora profonde, ora stupide), dalla sua musica (vecchia o composta per l’occasione), dal burro e dalle banane, e da brani, poesie, stralci di libri e canzoni.
Quando terminiamo la visione delle sedici puntate (da circa 15 minuti l’una) quello che ci resta è una sensazione strana, una sorta di nostalgia, frutto della combinazione tra l’effetto del lockdown (che ci impedisce di mollare tutto e prenotare un aereo per il Cile) ma anche della consapevolezza di aver attinto dall’esperienza di vita di un uomo che non ci ha fatto pesare soldi e fama ma che ha voluto condividere la fatica e l’intimità di un viaggio non in cerca di sé ma in cerca del sé lontano dagli onori (e dagli oneri) della popolarità.
Voto: 8
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