LA 92 (2017)

di Daniel Lindsay e T.J. Martin

 

Nel breve volgere di qualche settimana la comunità nera di Los Angeles viene scossa da due terribili eventi. Siamo nel 1992 e il tassista di colore Rodeny King viene fermato da quattro agenti di polizia bianchi per un normale controllo e letteralmente massacrato di botte. Probabilmente la cosa sarebbe passata sotto silenzio (come facilmente molte altre volte…) se il misfatto non fosse ripreso da uno degli abitanti della zona. Dopo poco tempo la sedicenne afroamericana Latasha Harlins viene uccisa dalla proprietaria coreana di un negozio di alimentari dopo una semplice discussione durante la quale la giovane era stata accusata di aver tentato di rubare un succo di frutta.

Entrambi i processi, quello a carico della donna asiatica accusata di omicidio e quello dei quattro poliziotti hanno identico esito: una multa (!!!) per la signora coreana e assoluzione completa per gli agenti. I due casi hanno anche un altro denominatore comune: le decisioni sono state prese da una giudice bianca e una giuria bianca.

Questi due episodi accendono la miccia dell’esplosivo e danno il via alla ben nota rivolta con teatro la città di Los Angeles e con migliaia di persone che si riversano per strada dando libero sfogo alla propria frustrazione, tra pestaggi di bianchi, assalti a negozi, distruzioni, incendi e saccheggi. Per un paio di giorni la polizia e le istituzioni sembrano inermi e in città vige la più totale anarchia, con conseguenze drammatiche: decine di morti, migliaia di feriti, centinaia di attività commerciali devastate e danni per oltre un miliardo di dollari.

LA 92 – quanto mai attuale visto che, a distanza di quasi vent’anni gli Stati Uniti sembrano non aver ancora imparato la lezione, con poliziotti che agiscono spesso in modo violento e razzista – è un documentario che si limita a esporre i fatti e lo fa nel modo più crudo ed efficace possibile. Si affida infatti alle semplici immagini di repertorio, miscelandole con quelle amatoriali, con i servizi dei telegiornali, con le dichiarazioni dei politici e dei rivoltosi.

Niente viene aggiunto, nessuna parte viene presa. Chi guarda non è condizionato da voci fuori campo, da ricostruzioni in studio. Solo fatti, immagini crude che talvolta costringono a spostare lo sguardo, voci e urla. La reiterazione di alcune a volte dà un po’ fastidio, ma d’altra parte LA 92 non è intrattenimento ma è realtà, indignazione e un pugno allo stomaco per non dimenticare. Un pugno che non è servito di lezione…

 

Voto: 7