Trama e recensione di The Invite – Il piacere è tutto nostro (The Invite 2026)
Regista: Olivia Wilde
Cast: Olivia Wilde, Penelope Cruz, Seth Rogen, Edward Norton
Cominciamo con una provocazione, perché con The Invite la tentazione di fare un confronto è troppo forte per resistere. Il film di Olivia Wilde è infatti il remake di una commedia spagnola, Sentimental, che aveva già dato origine a un remake italiano, Vicini di casa con Claudio Bisio. E basta mettere a confronto The Invite e il film italiano per rendersi conto di quanto possa essere profonda la differenza tra il nostro cinema e quello americano quando si cimentano con lo stesso materiale.
Se avete già visto Vicini di casa, quindi, non pensate che la visione di The Invite sia superflua. È esattamente il contrario. Il film italiano è una commedia che si lascia dimenticare abbastanza facilmente; quello di Olivia Wilde è una pellicola corrosiva, intelligente e soprattutto esilarante.
La storia parte da una situazione apparentemente semplice. Una coppia in crisi decide di invitare a cena i nuovi vicini, una coppia che sembra invece vivere una relazione perfetta. O almeno così appare. Perché i due, ogni notte, sembrano abbandonarsi a una passione incontenibile, al punto che le loro rumorose notti d’amore sono diventate impossibili da ignorare per tutto il vicinato. Ed è proprio questo l’argomento destinato a diventare il centro della conversazione durante la cena. Da qui in avanti, però, è meglio non aggiungere altro per evitare di rovinare le sorprese.
A interpretare le due coppie sono Olivia Wilde e Seth Rogen, da una parte, e Penélope Cruz ed Edward Norton, dall’altra. Quattro attori che hanno a disposizione praticamente l’intero film, visto che l’azione si svolge esclusivamente all’interno dell’appartamento. E, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, tenendo conto del livello del cast, a prendersi maggiormente la scena è Seth Rogen. Il suo personaggio è quello più goffo, impacciato e costantemente fuori posto nelle situazioni che si vengono a creare. Ma è anche quello a cui vengono affidate molte delle battute migliori. E sono battute che funzionano davvero.
Si ride. Tanto.
Anzi, sono anni che non mi capitava di ridere così di gusto davanti a un film. Il merito non è soltanto della quantità di gag ma soprattutto di un umorismo che riesce a nascere dalle situazioni, dai dialoghi e dall’imbarazzo crescente dei personaggi senza trasformare il film in una semplice successione di battute.
Ed è proprio qui che The Invite riesce a sorprendere. Perché dietro la commedia c’è anche qualcosa di più. Il film affronta temi legati alla coppia, alla fiducia, alla gelosia, al desiderio e alla percezione che abbiamo della sessualità nelle dinamiche relazionali. Questioni che possono diventare materia di riflessione una volta terminata la visione. Anzi, probabilmente The Invite è uno di quei film che può essere particolarmente divertente (o pericoloso…) da vedere in coppia, proprio perché alcune delle situazioni messe in scena potrebbero facilmente diventare spunto per una discussione. E poi c’è il finale, che non è così scontato come potrebbe sembrare. Anche questo contribuisce a dare alla commedia una maggiore profondità.
Un’altra sorpresa è la regia della stessa Olivia Wilde. Un film costruito quasi interamente dentro un appartamento rischiava infatti di trasformarsi in una sorta di pièce teatrale filmata. Non succede.
Wilde sfrutta gli spazi, cambia continuamente prospettiva, accompagna i personaggi nei loro movimenti e costruisce una regia che mantiene il film visivamente dinamico. L’appartamento diventa quasi un quinto personaggio, uno spazio ristretto nel quale la tensione e l’imbarazzo possono crescere progressivamente senza dare mai l’impressione di assistere a qualcosa di statico.
Alla fine, quindi, The Invite è una commedia che merita assolutamente di essere vista, non solo perché è uno dei film più divertenti dell’anno.
Voto: 8
Commenti recenti