The Outsider (2020)
di registi vari
con Ben Mendelsohn, Cynthia Erivo, Jason Bateman, Bill Camp, Mare Winningham
Si può essere contemporaneamente in due posti distanti parecchi chilometri l’uno dall’altro? È questa la domanda che si pone il detective Ralph Anderson (Ben Mendelsohn) quando, dopo aver arrestato Terry Maitland (Jason Bateman) con l’accusa di omicidio di un bambino per l’evidenza delle prove a suo carico (compreso il suo dna presente ovunque sulla scena del crimine), deve cominciare a ricredersi, visto che ci sono prove altrettanto inoppugnabili che collocano Terry a 60 miglia dal luogo in cui è stato commesso il delitto. Sono queste le intriganti premesse di The Outsider, la serie HBO in dieci puntate ispirata a un romanzo di Stephen King.
Nonostante parta come una serie crime, come tra l’altro è nelle corde della casa di produzione, ben presto The Outsider affianca al realismo delle indagini da parte della polizia l’elemento sovrannaturale che del resto è logico aspettarsi da una sceneggiatura ispirata a un’opera del maestro dell’horror. E questa parte, puntata dopo puntata, comincia a prendere il sopravvento, soprattutto quando entra in scena la detective privata Holly Gibney (Cynthia Erivo), dotata di un’intelligenza ai limiti dell’autismo e per nulla spaventata dall’idea di prendere in considerazione situazioni ed entità che poco hanno a che fare con questo mondo. La detective rappresenta il perfetto contraltare di Ralph Anderson, poliziotto vecchio stampo che non contempla nulla che non sia razionalmente spiegabile (ma che dovrà presto ricredersi).
La produzione di The Outsider è di altissimo livello, così come le interpretazioni di tutti i personaggi, principali e secondari. Le prime puntate, in particolare, si caratterizzano per scelte di inquadrature inusuali e ricercate, quasi a voler trasmettere allo spettatore la sensazione di osservare le vicende da lontano, con un effetto in realtà non sempre riuscito visto che talvolta si tende a eccedere e si fatica a farsi coinvolgere e persino a comprendere chi sia impegnato nella conversazione.
Devo poi ammettere la mia scarsa propensione verso le storie con troppi elementi sovrannaturali, perciò quando la presenza del “cattivo” si prende tutta la scena, a mio giudizio, The Outsider perde un po’ del mordente e dell’alone di mistero delle prime tre/quattro puntate. Il finale – senza svelare nulla – mi è sembrato poi un po’ sbrigativo e “scarico”, soprattutto perché ci si arriva dopo la bellissima scena del “tiro al bersaglio” (e qui mi fermo per non spoilerare).
Insomma The Outsider, pur non essendo una di quelle serie imprescindibili, merita indubbiamente la visione e, se avete l’apertura mentale per apprezzare le storie dalla forte connotazione sovrannaturale, la amerete più del sottoscritto.
Voto: 6.5
Complimenti, ottima recensione che mi trova d’accordo su tutto.
Amo particolarmente questo genere di serie e trovo che il mix tra thriller e soprannaturale sia molto affascinante e moderno.
Adoro King e il suo modo no splatter di fare horror e la serie centra in pieno la sua filosofia di scrittura.
Bello il finale, dove sembra che la serie sia definitivamente finita ma non è così. Super.
Bravo il nostro Jason Bateman, icona giovanile degli anni 90.