Hollywood – Serie TV (2020)
di Registi vari
con David Corenswet, Darren Criss, Laura Harrier, Joe Mantello, Jake Picking, Jim Parsons
Negli anni ’40 Hollywood è la meta che attira migliaia di ragazzi e ragazze da ogni parte degli Stati Uniti, tutti accomunati dal sogno di sfondare nel cinema e per questo disposti ad accettare compromessi di ogni tipo. È proprio attorno a un gruppo di questi ragazzi che ruota la narrazione di questa nuova serie TV disponibile su Netflix. Ma si tratta di un gruppo quanto mai eterogeneo, anche se tutti sono accomunati da qualcosa che rende ancora più difficile la loro scalata all’agognato successo.
C’è il belloccio con moglie e gemelli in arrivo che deve accettare di fare il gigolò per mantenersi mentre viene “rimbalzato” davanti ai cancelli degli Studios, c’è l’attrice di colore che sperimenta ogni giorno l’ostilità nei confronti della sua pelle, c’è lo sceneggiatore, anch’egli di colore ma anche omosessuale, a cui non basta aver scritto una grande storia per avere speranze di successo e c’è l’attore bello e gay che non ha un minimo di talento ma che, grazie al suo aspetto, vede qualche porta schiudersi.
Tutti questi personaggi, che sembrerebbero destinati a restare ai margini del dorato mondo del cinema, trovano un’insperata chance quando lo studio Ace decide di produrre un lungometraggio sulla vita di Peg Entwistle, un’attrice che, dopo che quasi tutta la sua parte in un film è stata tagliata in fase di montaggio, si getta dalla “H” della famosa scritta Hollywood sulle colline di Los Angeles. Lentamente questo film si trasforma – cambiando persino il titolo da Peg a Meg – e includendo i succitati protagonisti, proprio in virtù della loro “diversità”.
Perché anche chi produce e finanzia il film è in cerca di riscatto perché, pur avendo già raggiunto il successo, è costretto a vivere un’esistenza che non lo rispecchia, perché manifestare le proprie attitudini reali significherebbe essere emarginato e perdere lo status raggiunto all’interno dello star system, che non fa altro che riflettere il bigottismo, il razzismo e l’avversione verso qualunque cosa non sia “bianco, eterosessuale e cattolico” della società americana dell’epoca.
La serie TV convince per la capacità di riprodurre la Hollywood e la Las Vegas dell’epoca ma soprattutto per la scelta di miscelare situazioni e personaggi di fantasia con altri realmente esistiti – da Rock Hudson a Vivien Leigh, da Hattie McDaniel (la prima attrice di colore a vincere un Oscar, per Via col vento) a George Cukor – il che contribuisce a incrementare la credibilità della vicenda. Bella anche la scelta di uno stile di recitazione impostato all’inverosimile, con l’idea di riprodurre quello che era lo standard per gli attori dell’epoca.
Peccato che, puntata dopo puntata, la voglia di “fare giustizia” forzi eccessivamente la trama e alla fine si assista al trionfo dei buoni sentimenti, dell’andrà tutto bene e della vittoria di ogni diversità. Il che, per carità è sacrosanto, ma in questo Hollywood il passaggio appare decisamente forzato e semplificato, visto che le difficoltà che persone di colore e omosessuali hanno vissuto in quegli anni sono appena accennati e nascosti sotto il tappeto della giustizia che alla fine vince. Buonismo e politically correct (nel trattare argomenti che all’epoca erano tutt’altro che “correct”) tolgono qualche punto a una serie TV che comunque si fa guardare e che si propone come una visione piacevolmente alternativa ai prodotti che ultimamente vanno per la maggiore.
Voto: 6
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