Chi-Raq (2015)

di Spike Lee

con Teyonah Parris, Nick Cannon, Wesley Snipes, Angela Bassett, Samuel L. Jackson, John Cusack

Il numero di omicidi a Chicago – Stati Uniti d’America – è di quelli che fanno pensare alla guerra in Ucraina o nello Yemen, non certo a quella che si definisce la più grande democrazia del mondo. Le gang la fanno da padrone e, tra regolamenti di conti, sparatorie per strada e proiettili vaganti il bollettino di morti e feriti è impressionante e preoccupante. Soprattutto per la popolazione afroamericana, molto spesso contemporaneamente vittima e carnefice del sangue che scorre per le strade.

Spike Lee (di cui potete leggere le recensioni anche di Lola Darling, Da 5 Blood e Il sangue di Cristo) non si fa pregare e con Chi-Raq ci regala la sua visione di questa guerra d’ambientazione metropolitana, prendendo in prestito la tragedia greca Lisistrata di Aristofane e adattandola nella forma – con dialoghi spesso in rima e la voce narrante affidata al carisma e agli abiti sgargianti di Samuel L. Jackson – come nella sostanza, con le gang rinominate Troiani e Spartani.

In questa violenza tutta al maschile, sono le donne, in particolare la protagonista Lysistrata (una super sensuale Teyonah Parris), che cercano una soluzione per riportare la pace, per evitare che siano i loro figli a pagare il prezzo più alto… e questa soluzione sta tutta nello slogan “no peace, no pussy”, ovvero totale astinenza sessuale finché le armi non smetteranno di essere la colonna sonora di Chicago.

Film “all black”, Chi-Raq alterna dramma e farsa, musical e sangue, sesso e religione, con il risultato di proporre una pellicola che è sia guazzabuglio sia cocktail gustoso. A volte il regista perde un po’ la barra e il film scivola nel grottesco e nel ridondante, altre volte la recupera e ci regala momenti potenti e da ricordare. Uno di questi, curiosamente, è legato alla presenza dell’unico attore biancoJohn Cusack – che veste i panni del prete del quartiere e che regala un monologo, prima pacato, poi urlato, difficile da dimenticare.  

 

Voto: 6.5