Lola Darling (1986)

di Spike Lee

con Tracy Camilla Johns, Tommy Redmond Hicks, John Canada Terrell, Spike Lee

Film di esordio di Spike Lee, realizzato con scarsa disponibilità di soldi e di giorni per le riprese ma non di spunti interessanti e di quella capacità, che negli anni a venire il regista affinerà, di raccontare le storie e i personaggi. Fin dalle prime battute si capisce che dietro alla macchina da presa c’è qualcuno che ha una certa stoffa: bianco e nero e pellicola da 16 mm (tranne che per una scena, girata a colori a 35 mm), titoli di testa con una galleria di scatti fotografici, racconto che alterna la narrazione della vicenda alle interviste ai protagonisti, che si rivolgono direttamente a chi guarda.

La storia è quella di un… quadrilatero amoroso, al cui vertice c’è la Nola Darling del titolo (o meglio… del quasi titolo, visto che nella versione italiana il nome della donna è stato arbitrariamente cambiato in Lola) e alla cui base ci sono i suoi tre amanti: Jamie, Greer e Mars (lo stesso Spike Lee). Tutti e tre si godono ampiamente la compagnia di Nola (una Tracie Camilla Johns di cui non vengono lesinati dettagli anatomici), particolarmente ben disposta quando si parla di sesso, ognuno ben conscio della presenza degli altri due rivali ma speranzoso, in cuor suo, di essere il preferito.

Nola rivendica appieno il suo diritto di essere libera, di poter fare le proprie scelte seguendo i propri istinti, senza diventare proprietà di un uomo, senza doversi piegare alle regole della società perbenista. Il film è profondamente femminista e gli uomini non ne vengono fuori benissimo, racchiusi negli stereotipi rappresentati dai tre “fidanzati”, uno egoista e palestrato, uno immaturo e spiritoso, uno posato e in cerca di stabilità.

Certo Lola Darling non è esente da qualche passaggio a vuoto e talvolta indugia eccessivamente nelle scene voyeuristiche ma è divertente, ha qualcosa da dire e soprattutto rappresenta il primo importante passo di uno dei registi che maggiormente hanno caratterizzato il cinema “black” negli ultimi trent’anni, regalandoci negli anni successivi pellicole come Fà la cosa giusta, Mo’ better blues, He got game e Inside Man (nonché qualche battuta a vuoto come Il sangue di Cristo o il recentissimo Da 5 Bloods).

Voto: 7