I complessi (1965)
di Dino Risi, Luigi Filippo D’Amico e Franco Rossi
con Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Ilaria Occhini, Claudia Lange
Come da tradizione della commedia all’italiana dell’epoca, I complessi è un film a episodi, tre per la precisione, ognuno interpretato da un “mostro sacro” del nostro cinema: Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi. La pellicola è diventata particolarmente nota in particolare per il personaggi interpretato dall’Albertone nazionale, ovvero “Guglielmo il dentone”, più volte visto e rivisto quando si è trattato di rivisitare la sua carriera. Questo episodio è il più divertente, anche se lancia il messaggio più “profondo”, ovvero come un difetto fisico possa influenzare il giudizio delle persone nei confronti di chi ne è afflitto.
Graffiante la satira dell’episodio “Il complesso della schiava nubiana” nel quale un occhialuto e bigottissimo Tognazzi cerca in tutti i modi di bloccare l’uscita di un film nel quale la moglie compare nuda per pochi secondi. Tenero ma allo stesso tempo irritante (non è una critica perché immagino sia stata precisa volontà del regista, in questo episodio Dino Risi) “Una giornata decisiva”, nel quale Nino Manfredi è talmente timido e terrorizzato dal giudizio altrui da lasciarsi sfuggire la bella Ilaria Occhini, dopo che lei aveva acconsentito a sposarlo.
Siamo dunque nella più classica commedia ma i tre episodi sono mediamente di buon livello, si lasciano vedere volentieri e riescono anche a suscitare sia ilarità sia empatia (o repulsione, a seconda della situazione) nei confronti dei tre protagonisti. Certo gli anni si fanno sentire – il film è del 1965 – e certi passaggi appaiono ingenui e inevitabilmente datati.
Però la pellicola è “invecchiata” molto meno di altre e alcuni spunti di riflessione sono ancora attuali. Inoltre è anche l’occasione per vedere recitare, nei panni di loro stesse, alcune icone di quegli anni, come le gemelle Kessler, Edy Campagnoli (valletta di Mike Bongiorno e moglie del calciatore Lorenzo Buffon, uno dei primi esempi di “unione” tra i mondo dello spettacolo e quello del calcio), Mario Brega, Romolo Valli e Nanni Loy.
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Voto: 6.5
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