5 film di Billy Wilder assolutamente da vedere
Billy Wilder è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema americano, un autore capace di passare dal noir alla commedia, dal dramma psicologico alla satira sociale senza perdere la propria identità. Il suo cinema alterna ironia corrosiva, personaggi moralmente ambigui e una malinconia di fondo che rende ancora attuali molti dei suoi film.
Se non avete ancora avuto occasione di scoprire la sua filmografia, ecco cinque titoli assolutamente da non perdere. Nell’elenco non ho volutamente inserito i due film più celebri e Wilder: L’appartamento e A qualcuno piace caldo. Va da sé che qualora non li abbiate visti, meritano assolutamente!
1) Viale del tramonto (1950)
(In streaming a pagamento su AppleTV, Google Play e RakutenTV)
- È semplicemente uno dei più grandi film della storia del cinema ma anche uno dei più spietati e lucidi mai realizzati sul mondo di Hollywood, un’opera che smonta il mito della celebrità e mostra il lato oscuro dell’industria cinematografica
- L’interpretazione di Gloria Swanson nei panni di Norma Desmond, un’ex diva del cinema muto incapace di accettare che il pubblico si sia dimenticato di lei.
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La voce narrante di un uomo già morto, l’atmosfera gotica e la villa decadente di Norma contribuiscono a rendere il film un capolavoro senza tempo.
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Wilder trasforma Hollywood in un luogo di fantasmi, popolato da persone che vivono prigioniere dei propri ricordi e di un passato che non può tornare.
2) La fiamma del peccato (1944)
(In streaming a pagamento su Chili, RakutenTV e AppleTV)
- È uno dei film fondamentali del noir americano, un thriller in cui desiderio, avidità e manipolazione conducono inevitabilmente alla rovina
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La grandezza del film sta nell’assenza di veri eroi: i protagonisti sono persone comuni che scelgono consapevolmente di oltrepassare il confine della legalità, convinte di poter controllare le conseguenze delle proprie azioni.
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La sceneggiatura, scritta da Wilder insieme a Raymond Chandler, costruisce una tensione crescente attraverso dialoghi taglienti e una narrazione che rivela progressivamente l’inevitabilità della tragedia.
3) Testimone d’accusa (1958)
(In streaming su Amazon Prime Video)
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Tratto dall’omonimo racconto di Agatha Christie, il film è un raffinato gioco di inganni nel quale nulla è davvero come sembra.
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Il processo diventa una partita a scacchi in cui ogni dichiarazione può ribaltare le certezze dello spettatore. Wilder costruisce la suspense attraverso dialoghi brillanti, personaggi ambigui e continui cambi di prospettiva, lasciando che la verità emerga soltanto attraverso una serie di rivelazioni sorprendenti.
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A rendere il film memorabile contribuisce anche il rapporto tra il burbero avvocato e la sua infermiera, che introduce momenti di ironia senza compromettere la tensione narrativa.
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Propone uno dei meccanismi narrativi più riusciti del cinema classico.
4) L’asso nella manica (1951)
(In streaming su Plex, in lingua originale)
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È uno dei film più cinici e sottovalutati di Billy Wilder, una satira feroce sul giornalismo sensazionalistico e sulla capacità dei media di trasformare una tragedia in uno spettacolo.
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La tragedia diventa una macchina per produrre notizie, interesse pubblico e profitto. Il giornalista manipola gli eventi, influenza le autorità e alimenta la curiosità della folla pur di prolungare la vicenda e restare al centro dell’attenzione.
- Wilder non risparmia nessuno: la critica investe il protagonista, il pubblico e chiunque cerchi di trarre vantaggio dalla sofferenza altrui.
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a performance di Kirk Douglas rende memorabile un personaggio che sembra anticipare molte delle derive contemporanee dell’informazione.
5) Stalag 17 – L’inferno dei vivi (1953)
(In streaming a pagamento su Amazon Prime Video)
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Billy Wilder affronta la prigionia durante la Seconda guerra mondiale mescolando tensione, commedia nera e dramma. Ambientato in un campo tedesco per prigionieri di guerra americani, il film racconta la vita quotidiana di un gruppo di soldati che cerca di sopravvivere alla reclusione e di organizzare fughe impossibili.
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Il film gioca continuamente con il dubbio e con l’ambiguità morale, evitando di trasformare i prigionieri in eroi senza macchia. Il protagonista – interpretato da William Holden, che vinse l’Oscar – è egoista, disincantato e poco incline alla solidarietà, ma proprio questi tratti lo rendono un protagonista complesso e imprevedibile.
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La commedia non cancella mai la durezza della situazione: serve piuttosto a raccontare i meccanismi di sopravvivenza, le rivalità e le piccole forme di libertà che i prigionieri riescono a ritagliarsi.
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