Over the top (1987)

di Manahem Golan

con Sylvester Stallone, Robert Loggia, Susan Blakely

Difficile riuscire a giudicare in modo sereno e distaccato un film come Over the top. Del resto quando è uscito al cinema (1987) avevo 14 anni e, dunque, per almeno cinque o sei anni l’ho annoverato tra i miei film preferiti. Rivisto adesso, con un’altra età e un altro approccio al mondo del cinema, devo dire che emergono tutte le sue lacune e problematiche.

Da dove cominciare? La storia è di quelle prevedibili e stra-sfruttate, con un padre (Sylvester Stallone) che vuole riconquistare l’affetto del figlio e che nel frattempo cerca il riscatto, anche economico, nel campionato mondiale di braccio di ferro. In questo contesto si muovono personaggi che definire unidimensionali è un complimento, diciamo che sono delineati con l’accetta e si comportano proprio come ti aspetteresti facciano. L’intreccio narrativo – eufemismo – vira poi sempre più sul melenso quando il figlio capisce di voler vivere col padre e lo raggiunge durante lo svolgimento della competizione.

Insomma Over the top è mediamente imbarazzante. Poi però comincia la gara, si alternano i vari partecipanti (tutti personaggini che ti raccomando), partono le sfide e quella parte di me che è ancora quel ragazzino degli anni ’80 non può fare a meno di appassionarsi, di fare il tifo, di ripetere le frasi, di gioire per la vittoria (non lo considero uno spoiler, non penserete mica che Sly possa perdere, vero?)… e di pensare che tutto sommato Over the top non sia poi così terribile.

In conclusione parliamo di un film che, valutato oggettivamente sarebbe da 3 ma che, se siete maschi di più di 40 anni come il sottoscritto, finirete col giudicare con una certa indulgenza e benevolenza.

 

Voto: 5.5 (con la succitata benevolenza)