Palmetto – Un torbido inganno (1998)

di Volker Schlondorff

con Woody Harrelson, Elisabeth Shue, Gina Gershon, Chlooe Sevigny, Michael Rapaport

Per questo film ero fortemente tentato di inaugurare il filone delle “recensioni in una frase” e utilizzare quella pronunciata dal ragionier Fantozzi per la Corazzata Potemkin… Difficile definire altrimenti questo Palmetto, film in cui il solitamente bravo Woody Harrelson cede al fascino dell’indubbiamente bellissima Elisabeth Shue per inscenare un finto rapimento della di lei figliastra, così da estorcere al ricchissimo padre mezzo milione di dollari.

La prima parte mette in fila tutti i luoghi comuni del genere, tra femme fatale prontissime a concedersi al sudatissimo Harry Barber (Woody Harrelson appunto) e personaggi (come il cognato poliziotto) e situazioni (il lavoro nell’ufficio del procuratore) che capitano sempre al momento giusto.

All’improvviso l’eccessiva linearità dei vari passaggi subisce una brusca accelerata e partono colpi di scena a raffica, uno via l’altro, con l’obiettivo di stupire lo spettatore (e risvegliarlo dal torpore più degli strusciamenti di miss Shue contro le persiane della finestra), operazione che il più delle volte fallisce, facendo perdere a Palmetto quel poco di credibilità rimasta. L’unico contento di questo film immagino sia stato Woody Harrelson, che si sarà indubbiamente divertito a farsi sedurre, nell’ordine, da Gina Gershon, Elisabeth Shue e Chloe Sevigny, all’epoca tutte in grandissima forma.

 

Voto: 3