Quiz show (1994)
di Robert Redford
con John Turturro, Ralph Fiennes, Rob Morrow, David Paymer
Ispirato a fatti realmente accaduti, Quiz Show ci riporta nel mondo della televisione statunitense degli anni ’50 e in particolare in quella dei giochi a premi, che ha nella trasmissione Twenty One la sua punta di diamante. Sorta di Rischiatutto, il programma ha un successo strepitoso e i suoi campioni diventano delle star, riconosciute e amate dal pubblico, ma anche sempre più ricche, visto che, rispondendo esattamente alle domande, guadagnano cospicui montepremi.
Il focus della storia si concentra proprio su uno di questi campioni – Herbert Stampel (John Turturro) – che riesce a mantenere il titolo per diverse settimane ma che poi, quando la sua popolarità appare in calo, viene “sostituito” da un nuovo concorrente, Charles Van Doren (interpretato da Ralph Fiennes), che sfoggia un look più gradevole e ha un impatto mediatico più forte.
Non ho utilizzato la parola “sostituito” a caso, perché in realtà lo show è truccato, visto che i partecipanti che vantano il maggior gradimento in termini di audience vengono aiutati dalla produzione, che fornisce loro le risposte alle domande in anticipo. In pratica Twenty One è un gigantesco imbroglio di cui però nessuno sembra accorgersi, almeno fino a quando un avvocato (Rob Morrow) non comincia ad avere qualche sospetto.
Il film di Robert Redford è una denuncia forte nei confronti della televisione e non è un caso che arrivi dal mondo del cinema che, anno dopo anno, l’ha sempre più spesso guardata di sbieco e ritenuta una rivale falsa e scorretta. Ben recitato e diretto, Quiz Show solleva anche una domanda cui non è facile dare una risposta: è davvero un imbroglio qualcosa che non danneggia nessuno, visto che sponsor, rete televisiva, concorrenti e telespettatori ne erano contenti? Si può considerare un inganno uno show che arricchisce tutti, al prezzo del solo svilimento dell’onestà?
Voto: 7.5
Commenti recenti