Accadde in aprile (2005)
di Raoul Peck
con Idris Elba, Carole Karemera, Pamela Nomvete, Oris Erhuero
Nell’aprile del 1994, nella totale indifferenza del resto del mondo, in Rwanda gli Hutu perpetrarono un feroce massacro ai danni dei Tutsi. In poco meno di due mesi furono trucidate circa un milione di persone dell’etnia “sbagliata”, lasciate alla mercé dell’esercito e delle improvvisate truppe di sanguinari giustizieri. La storia è tristemente nota, così come note sono le responsabilità di Stati Uniti e Unione Europea che decisero di lasciare fare – “alla fine sono solo rwandesi che ammazzano altri rwandesi” – visto lo scarso interesse economico per la regione…
La vicenda di Accadde in aprile ruota attorno al personaggio di Augustin (Idris Elba), un ufficiale Hutu dell’esercito colpevole di aver sposato una Tutsi, e si muove tra il presente (il 2004) e il passato (il 1994) per raccontarci i fatti di quelle settimane terribili. La scelta è quella, spesso, di lasciare intuire quello che sta succedendo, senza indugiare eccessivamente sui massacri. Salvo poi scioccare con tre o quattro scene molto crude, come la mattanza delle studentesse all’interno della scuola o il passaggio dei camion ricolmi di cadaveri.
Indubbiamente il pregio del film è quello di testimoniare quello che è successo in Rwanda e già solo per questo merita di essere visto, soprattutto se non siete a conoscenza dei fatti. Visto che però non stiamo parlando di un documentario, ci sono anche diversi aspetti meno convincenti, a cominciare da una regia molto scolastica e che, per questo, non riesce a coinvolgere in quello che si sta guardando.
Il risultato è che le emozioni non entrano in gioco e si assiste un po’ passivamente e senza empatia verso i personaggi. Colpa probabilmente anche del protagonista principale, quell’Idris Elba che è anche l’unico volto noto ma che non è certo a suo agio in un ruolo così drammatico e intenso, visto il suo background principalmente di film d’azione. Insomma, siamo lontani da quel capolavoro d’intensità che è Hotel Rwanda. Quel che resta è una pellicola necessaria per quel che racconta ma non per come lo fa…
Voto: 6.5
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