Tolo Tolo (2020)

di Checco Zalone

con Checco Zalone, Souleymane Sylla, Manda Tourè, Alexis Michalik

Sgombriamo il campo da qualsiasi tipo di dubbio: Tolo Tolo è un film imbarazzante. E lo è sotto un sacco di punti di vista, a cominciare dal fatto che praticamente… non è nemmeno un film. Certo c’è un embrione di trama, ci sono dei personaggi e c’è persino il protagonista ma nulla ha qualche attinenza con il mondo del cinema.

La storia che vede Checco Zalone diventare un migrante tra i migranti, impegnato in un viaggio con un carico di disperati alla ricerca dell’El Dorado, ovvero un paese del’Unione Europea, fa acqua da tutte le parti. Tutto quello che succede è frutto del caso più assoluto, non c’è un minimo di legame tra le varie situazioni e l’impressione è quella di trovarsi davanti a una serie di sketch nei quali il buon Zalone dovrebbe regalarci perle di politicamente scorretto ricoperte dalla dolce glassa della risata.

Ebbene in Tolo Tolo si ride molto di rado e anche la scorrettezza finisce diluita da canzoncine imbarazzanti e una messa in scena povera (nonostante la splendida ambientazione africana). Inoltre tutto il campionario di battute sugli evasori e sulle tasse, già abbondantemente sfruttato in Quo Vado, qui sa di già sentito e poco originale. Per non dire poi dei momenti kitsch – tra balletti e spezzoni in stile cartoon – che lasciano di stucco in quanto ad amarezza.

A tutto questo – come se non fosse abbastanza – si aggiunge la totale inesperienza di Zalone come regista nonché la modestia del cast, degno di una produzione televisiva di quart’ordine. Finora i film del comico, pur non essendo memorabili, avevano il pregio di regalare molti momenti divertenti, che facevano chiudere un occhio sulle mancanze in termini di sceneggiatura e recitazione. Tolo Tolo invece delude sotto ogni punto di vista ed è difficile persino etichettarlo come un film, nonostante sia il quinto incasso della storia del cinema in Italia (il che la dice lunga…).

Voto: 3.5