Dio esiste e vive a Bruxelles (2015)
di Jaco Van Dormael
con Pili Groyne, Benoit Poelvoorde, Catherine Deneuve, Yolande Moreau
Mai come in questo caso il titolo anticipa e spiega alla perfezione la storia. Dio esiste, ha sembianze umane non particolarmente gradevoli e, chissà poi perché, ha deciso di vivere nella capitale belga, trascorrendo il suo tempo in vestaglia, barricato in un appartamento, con la televisione sempre sintonizzata su qualche programma sportivo.
Inoltre è ben lontano dall’essere amorevole e caritatevole, anzi è un vero e proprio stronzo, che perde facilmente la pazienza e che tiranneggia la moglie e la figlia (ah, dimenticavo il dettaglio che sia sposato e che abbia fatto una figlia… in modo più convenzionale rispetto alla prima volta), costringendole a non uscire di casa.
La vicenda viene raccontata proprio dalla figlia Ea, ed è lei che ci svela gli aspetti più turpi e sadici del padre, che ama infierire sugli esseri umani, creando leggi e situazioni che li mettano in difficoltà. In questo modo scopriamo come mai il pancarrè cade sempre dalla parte con la marmellata. Completamente sopraffatta dall’insostenibile situazione, Ea decide di scappare di casa ma prima invia un messaggio a tutti gli uomini comunicando il giorno della loro morte…
Dio esiste a vive a Bruxelles è dissacrante, divertente, graffiante e, sebbene abbia qualche caduta di stile, merita la vostra attenzione, perché fa ridere, perché ha un’originalità al vetriolo ma che lascia spazio anche alla riflessione, alla malinconia e all’immedesimazione. Per questo gli si può perdonare qualche passaggio a vuoto, una seconda metà meno incisiva e un happy ending un po’ prevedibile.
Voto: 6,5
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