Little Children (2006)

di Todd Field

con Kate Winslet, Jennifer Connelly, Patrick Wilson, Jackie Earle Haley

Comincia bene questo Little Children, proponendosi come una dissacrante critica al modello della perfetta famiglia americana, con i mariti al lavoro e le devote mogli che si occupano dei figli, tra merende al parco e chiacchiere tra amiche, con il massimo della concessione a uscire da questo stereotipo rappresentato dagli sguardi sfuggenti all’unico papà che accompagna il figlio al parchetto.

Poi la storia vira verso la classica scappatella della meno allineata delle madri perfette (Kate Winslet) che, dopo aver scoperto il marito dedito all’autoerotismo, non si fa nemmeno troppi scrupoli a concedersi al succitato papà del parco (Patrick Wilson, una sorta di Kevin Costner dei poveri). Per aggiungere un po’ di pepe al tutto perché non dare spazio a un maniaco che vive nel quartiere – che prima aleggia come un fantasma nei pensieri di tutte le madri preoccupate e poi si palesa, anche davanti allo spettatore, con tanto di madre che lo coccola e giustifica – e un ex poliziotto visibilmente alle prese con un disturbo da stress post traumatico?

Il tutto viene miscelato e stiracchiato al massimo, il che porta la durata del film sopra le due ore. Decisamente troppo. Il regista Todd Field tiene un registro quanto mai ondivago, indeciso tra il sarcasmo, la commedia romantica e il dramma, in questo non proprio aiutato dagli attori principali. Il ridicolo finale con annesse cadute dallo skateboard, fughe immediatamente abortite ed evirazioni è il degno completamento di un film mediocre, una sorta di American Beauty di serie B.

 

Voto: 4.5