Trama e recensione di Otto cartoline da Utopia (Opt ilustrate din lumea ideala – 2024)

Regista: Christian Fenecz-Flatz e Radu Jude

Cast: –

Otto cartoline da Utopia è un film di cui probabilmente non avete mai sentito parlare. Al massimo potrebbe esservi comparso tra le proposte di Mubi, che poi è il motivo che mi ha acceso una fiammella di curiosità. Anche se, ve lo anticipo, l’argomento rischia seriamente di non incontrare il vostro interesse. Del resto i registi Christian Fenecz-Flatz e Radu Jude non sono esattamente noti al grande pubblico, anche se Jude ha alle spalle diversi lungometraggi, tra cui gli interessanti Sesso sfortunato o follie porno e Kontinental ’25. 

Nonostante questo si sono imbarcati in un’intrigante operazione, ovvero creare un collage – diviso in otto capitoli (le cartoline del titolo) – miscelando in modo sapiente e sagace tutta una serie di spot pubblicitari andati in onda sulle reti televisive rumene a cavallo tra gli anni ‘90 e i primi del 2000. La data d’inizio non è casuale, perché nel 1989 la nazione si è liberata dal giogo del suo dittatore – il tristemente noto Nicolae Ceausescu – per entrare a vele spiegate nella democrazia e nella corsa al consumismo, prima negato dal rigore imposto dal regime. 

La scelta degli spot cerca di trasmettere la svolta epocale vissuta dai rumeni, con particolare attenzione rivolta a quelli che promuovevano servizi finanziari, per quella che, ai tempi, il popolo si augurava fosse una vera e propria corsa all’oro, dopo anni di stenti e rinunce.

Otto cartoline da Utopia prova a raccontare la nuova società rumena attraverso le pubblicità, il che è un’idea niente affatto malvagia e che, in più momenti, mi ha portato a pensare a quanto sarebbe interessante un’analoga operazione per illustrare gli ultimi 30-40 anni del nostro Belpaese… Qui però tocca vedersi un’ora e 11 minuti di spot rumeni, il che potrebbe rappresentare una barriera insormontabile per i più, anche perché alcuni episodi sono più fluidi e godibili, altri meno. 

Per non so quale perversione, però, alla fine il montaggio messo insieme da Christian Fenecz-Flatz e Radu Jude a me è piaciuto. Probabilmente perché – per lo stile e la grana delle immagini – mi ha riportato alla mente un’epoca di pubblicità che non esiste più – non so perché ma continuavo a pensare che lo spot del “pennello Cinghiale” ci sarebbe stato benissimo nel mezzo – con quel mix di trash, attori improbabili e vestiti e acconciature altrettanto improbabili che si finisce con l’apprezzare. 

 

Voto: 6,5