In nome del popolo italiano (1971)
di Dino Risi
con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Ely Galleani, Michele Cimarosa
Il confronto tra due personaggi che non potrebbero essere più diversi. Da una parte c’è l’integerrimo giudice istruttore Mariano Bonifazi (interpretato da Ugo Tognazzi), dall’altro l’imprenditore senza scrupoli Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman), coinvolto in operazioni e traffici loschi di tutti i tipi. La morte di una giovane prostituta porta il giudice a nutrire fondati sospetti sulla colpevolezza di Santenocito, d’altra parte non ha un alibi per quella sera ma soprattutto, in tutta la sua carriera, si è macchiato di nefandezze di ogni tipo: dalla costruzione di edifici e strade che non hanno retto al trascorrere del tempo, al totale spregio delle regole ecologiche nello smaltimento dei rifiuti.
Insomma l’imprenditore non può che essere il colpevole… o forse il giudice non riesce a vedere le cose con la giusta lucidità ed equidistanza? D’altra parte Santenocito rappresenta proprio tutto quello che più infastidisce e offende Bonifazi.
In nome del popolo italiano è una commedia feroce, nella quale si scontrano due tra i migliori attori della storia del cinema italiano ed è proprio nelle sequenze in cui si trovano uno di fronte all’altro, nei confronti dialettici in procura, sulla spiaggia o nell’abitacolo della spider dell’imprenditore, che la pellicola raggiunge la sua massima intensità. E lentamente si svela la verità, che non è quella che tutti siamo portati a immaginare e che trasforma il “cattivo” in “vittima” e il “giusto” in “ingiusto”.
Tante le sequenze entrate di diritto nell’immaginario collettivo del cinema italiano, per un film che dopo quasi 50 anni continua ad avere una sua attualità e a tracciare ritratti di personaggi e situazioni non lontane da una certa politica e da un certo modo di fare dei giorni nostri. Certo qualche passaggio appare eccessivamente grottesco ma, nel complesso, siamo di fronte a una pellicola che almeno una volta nella vita va vista.
Voto: 8
Commenti recenti