La isla minima (2014)

di Alberto Rodriguez

con Javier Gutierrez, Raul Arévalo, Jesus Castro, Manolo Solo

Due poliziotti, dal background profondamente diverso e davvero ben poco assortiti, si ritrovano a indagare sulla scomparsa di due ragazze nel sud della Spagna, all’interno di una comunità agricola piuttosto chiusa e diffidente e che cela numerosi segreti. Insomma la trama de La isla minima tutto è fuorché originale. Per fortuna l’asticella viene alzata da una serie di dettagli, a cominciare dalla suggestiva ambientazione delle paludi della zona del Guadalquivir, protagonista indiscussa con i suoi scorci fluviali (spesso visti dall’alto a evidenziarne il fitto reticolo di rivi e affluenti), le terre riarse e le barche di pescatori.

Interessante anche che la vicenda si svolga negli anni ’80, poco dopo la caduta del regime di Franco, con tutti gli strascichi di sospetti e di modalità d’azione della guardia civil e che pongono su due lati opposti della barricata i due detective Juan (un ex membro degli squadristi franchisti) e Pedro (degradato dopo aver scritto un articolo in cui criticava i metodi brutali della polizia).

Al di là delle differenze ideologiche e di una scintilla che non si può dire sia scoccata, i due provano a fare luce sulla sparizione delle due giovani, sparizione che diventa rapidamente un duplice omicidio con stupro e sevizie. Ma mentre procedono nelle indagini, portano alla luce altri casi di sparizioni di ragazze tuttora irrisolti, nonché un sottobosco di attività illegali.

Questa pellicola spagnola, che grande successo di pubblico e critica ha ottenuto nel suo Paese, non è che mi abbia convinto del tutto . Certo la confezione è di alto livello, grazie alle ambientazioni e alle atmosfere che il regista Alberto Rodriguez è riuscito a creare, alla splendida fotografia e, almeno inizialmente, all’intreccio che, pur non originale, coinvolge.

Poi però la carne al fuoco diventa un po’ troppa e la vicenda si fa eccessivamente spezzettata e confusa e, oltre a perdere un po’ il filo degli eventi, si diluisce anche la tensione. E il rapporto tra i due detective si smorza in un finale che non mantiene le premesse generate dalla differenza del loro vissuto. Insomma La isla minima è davvero ben fatto ma, aperta la raffinata confezione, quello che si trova all’interno è un film a metà strada tra il noir e il thriller che pecca proprio nel tenere alta l’emotività, soffocandola in una trama troppo ricca di elementi non sempre funzionali e chiari.

Il film è disponibile per la visione su Raiplay.

Voto: 5.5