11 minuti (2015)

di Jerzy Skolimowski

con Richard Dormer, Paulina Chapko, Dawid Ogrodnik, Agata Buzek

 

11 minuti della vita di alcune persone. 11 minuti che si espandono fino a occupare gli 81 minuti di durata del film di Jerzy Skolimowski e all’interno dei quali i vari personaggi si muovono, interagiscono, si sfiorano, si arrabbiano, si ingelosiscono, vedono strani oggetti in cielo e guardano film porno. In pratica vivono. Le loro storie procedono su vari binari, fino a sfociare nell’epilogo che, in qualche modo, le accomuna e le riunisce. A dimostrazione che probabilmente è il caso (ma qualcuno potrà anche chiamarlo destino o karma) a regolare le vite di tutti gli esseri umani.

Non è certo un film banale questo dell’anziano regista polacco (nato a Lodz nel 1938) e, anzi, a guardarlo si è portati a pensare che sia frutto della mano di una delle nuove leve del cinema europeo e non della mente di un arzillo (per l’epoca, visto che la pellicola è del 2015) settantasettenne.

Il particolare montaggio, che passa da un personaggio all’altro con tagli repentini, le inquadrature azzardate – c’è persino la soggettiva di un cane – l’abbacinante fotografia e l’eccesso di slow motion e video ripresi dal cellulare, infatti, rendono 11 minuti una sorta di lezione di regia.

Certo l’impressione è spesso quella di avere a che fare con un mero esercizio di stile, impressione che poi viene in buona parte confermata da un finale, sì esplosivo ma anche non proprio sorprendente. Ma, sebbene calcolate e studiate a tavolino, queste soluzioni stilistiche riescono comunque a coinvolgere e a fare volare i succitati 81 minuti del film. Che è ben lungi dall’essere memorabile ma che merita comunque una visione  

 

Voto: 6.5