Aadai (2019)

di Rathna Kumar

con Amala Paul, Ananya Ramaprasad, Vivek Prasanna, Ramya Subramanian

Aadai è un film dalle molteplici anime e, pur essendo pieno di difetti, mette in mostra la vivacità e l’originalità della nuova filmografia indiana, staccandosi da certi stereotipi in cui spesso finiscono incasellate le produzioni made in Bollywood. La pellicola comincia strizzando l’occhio ai teen horror, per poi virare velocemente verso una profonda contaminazione televisiva alla Scherzi a parte (sì, sì proprio la trasmissione con le candid camera), con un montaggio asfissiante in stile videoclip, per poi condire il tutto con una spolverata di confronto generazionale tra tradizione e modernità e sfociare, infine, nel thriller… sempre senza prendersi troppo sul serio.

La protagonista è la bella e spudorata Kamini (Amala Paul), che prende la vita come se fosse sempre un gioco in cui divertirsi il più possibile, senza preoccuparsi troppo dei sentimenti altrui. Sarà anche per questo suo atteggiamento che si ritroverà intrappolata e completamente nuda in un edificio abbandonato, senza sapere come, perché e che cosa fare per uscirne…

Originale, ipercinetico, con un susseguirsi di inquadrature insolite e ricercate, Aadai si fa apprezzare per buona parte della sua durata, peccato però che sul finale – quando i nodi della difficile situazione in cui si trova Kamini devono venire al pettine – si sfaldi e smarrisca tutto il suo mordente. Nonostante questo e nonostante i repentini cambi di tono facciano perdere un po’ di ritmo al film, nel complesso l’esperienza di visione si rivela comunque interessante. Anche se non certo agevolata da Prime Video che propone la pellicola in lingua originale (il tamil) con sottotitoli in varie lingue ma non in italiano (c’è però l’inglese).

 

Voto: 6