Altro che caffè (2019)

di Igor Gotesman

con Jonathan Cohen, Gerard Damon, Julia Piaton, Olivier Rosemberg

Serie TV di puro intrattenimento, che non cerca il realismo o la credibilità del racconto, preferendo privilegiare gli aspetti divertenti e grotteschi. Una famiglia ebraica – gli Hazam – che possiede una macelleria sull’orlo del fallimento, decide di cambiare modello di business e si dedica alla coltivazione e alla vendita di marijuana. Completamente a digiuno del settore si ritroverà alla presa con mille problemi, tra mafiosi, polizia e rapporti familiari basati sostanzialmente sulle bugie e sul non detto.

Prima di entrare nel merito della serie TV, vorrei capire che cosa ci sia dietro la decisione di tradurre il calzante titolo originale – Family business – con Altro che caffè, visto che di caffè non c’è mai traccia (gli Hazam sono macellai che passano alla coltivazione della marijuana…) e la scelta, oltre che fuorviante, è anche totalmente priva di appeal.

Detto questo, la serie disponibile su Netflix – che al momento è composta da due stagioni, per un totale di sedici episodi di breve durata (una mezz’ora scarsa) – non è pretenziosa e ha il solo obiettivo di divertire, miscelando situazioni paradossali e grottesche. Il risultato è altalenante, perché è vero che i personaggi sono spiritosi e le vicende, benché poco verosimili, strappino più di un sorriso, però spesso scadono nel becero e, alla lunga, le dinamiche tendono a ripetersi. Insomma Altro che caffè è la classica serie di cui guardare una puntata di tanto in tanto, quando si è in cerca di qualcosa per “staccare la mente”, senza avere particolari aspettative.

 

Voto: 5,5