Clark (2022)

di Jonas Akerlund

con Bill Skarsgard, Vilhelm Blomgren, Hanna Bjorn, Adam Lundgren

 

Clark Olofsson. Chi è costui? È probabile che il suo nome vi dica poco ma è grazie alle sue “azioni” che gli psicologi hanno individuato e definito quella che è nota come “sindrome di Stoccolma”. Delinquente specializzato in rapine alle banche in un’epoca – gli anni ’60 e ’70 – in cui riuscire nel colpo era semplice quasi come oggi prelevare al bancomat, per molti versi può essere considerato (senza gli omicidi e i sequestri) il Vallanzasca svedese. Clark, miniserie autoconclusiva in sei episodi, racconta in modo decisamente fantasioso la vita di questo furfante di bell’aspetto e irriducibile seduttore.

Interpretata da un somigliante e scatenato Bill Skarsgard, la serie sceglie un approccio divertente e scanzonato ai fatti, debitamente romanzati – tanto che prima di ogni episodio compare la scritta “basato su verità e menzogne” – e da non prendere troppo sul serio. Ogni puntata è esagerata, sia nella scelta di cambiare spesso registro visivo, passando da immagini a colori a quelle in bianco e nero (per i flashback sull’infanzia di Olofsson), da finti video in stile “materiale d’archivio”, all’animazione, sia nel mettere in mostra come il protagonista ami prendersi gioco della polizia, fare sesso ed entrare (per poi evadere) in prigione.

Volgare, esplicita e spesso divertente, Clark si stacca dalla proverbiale rigidità delle produzioni scandinave e si fa velocemente benvolere, sia perché strappa più di qualche risata, sia perché si resta sempre in attesa di che cosa architetterà l’instancabile, sessuomane e bugiardo protagonista.

Insomma questa miniserie è piacevolmente frizzante, realizzata con perizia tecnica e rifuggendo la banalità ma, alla lunga, finisce un po’ schiacciata dalla sua stessa esuberanza. Probabilmente sei puntate sono troppe, perché l’eccessività di quello che viene mostrato e gli ammiccamenti di Olofsson tendono a fare perdere alla produzione un po’ di mordente e interesse, in modo particolare negli ultimi due episodi. Ciò non toglie, tuttavia, che Clark sia comunque godibile e perfetta per una visione estiva poco impegnativa.  

 

 

 Voto: 6.5