Clickbait (2021)

di Tony Ayres e Christian White

con Adrian Grenier, Zoe Kazan, Betty Gabriel, Phoenix Raei

Nick Brewer (Adrian Grenier) è un marito e padre amato e stimato. Immaginate quindi la sorpresa dei suoi familiari quando su YouTube appare un suo video nel quale regge un cartello sul quale ha scritto che è uno stupratore e che, superate le 5 milioni di view, verrà punito con la morte. Questo è l’incipit di Clickbait, serie in otto puntate disponibile su Netflix.

Attraverso una narrazione piuttosto classica, che fa ampio affidamento sui flashback e che focalizza la propria attenzione, puntata dopo puntata, su uno dei protagonisti (“dedicandogli” un episodio), la serie ci svela come Nick sia finito al centro di questa drammatica situazione, sollevando la questione dei segreti che ognuno di noi cela dietro lo schermo del proprio smartphone o computer.

Clickbait punta a sorprendere e al colpo di scena a tutti i costi e, indubbiamente, riesce piuttosto bene a sviare e indirizzare i sospetti, anche se le carte non vengono immediatamente svelate e questo ha permesso agli sceneggiatori di estrarne di volta in volta una nuova dal mazzo per sparigliare le convinzioni dello spettatore. Il risultato finale, dunque, risulta eccessivo, così come decisamente poco credibile è la trasformazione di moglie, figli e sorella di Nick in detective, spesso più efficaci di quelli della polizia di Oakland. Curioso poi come la famiglia sia aiutata da giovani nerd in grado di hackerare letteralmente qualunque cosa…

Clickbait si fa forte di una vicenda intrigante, non lesina colpi di scena che, però, alla lunga si rivelano sempre più tirati per i capelli e non ha nella credibilità il suo punto di forza. Insomma è la classica visione senza impegno ma se decidete di non guardarla potete stare tranquilli… non vi state perdendo niente.

Voto: 5