Due donne – Passing (2021)

di Rebecca Hall

con Ruth Negga, Tessa Thompson, André Holland, Billl Camp, Alexander Skarsgard

 

Nella New York fintamente liberale ma ancora profondamente razzista della fine degli anni ’20 (del ‘900) due amiche si ritrovano dopo tanti anni. Sono due donne di colore ma una (Clare, interpretata da Ruth Negga), approfittando della tonalità particolarmente chiara della sua pelle, si fa passare per bianca e, con i suoi capelli biondo platino, conduce una vita da ricca aristocratica, sposata con un aitante uomo bianco profondamente razzista (“io i negri li odio” una delle poche frasi che gli sentiamo proferire, poi in tutto il film “quella parola” non verrà mai più pronunciata, sostituita da virtuosi giri di parole).

L’altra donna (Irene, interpretata da Tessa Thompson) non sembra avere problemi con il colore della sua epidermide: vive ad Harlem ed è sposata con l’afroamericano Brian (André Holland) fiero sostenitore di un “black lives matters” ante litteram. Peccato che anche lei, di tanto in tanto, ami farsi passare per bianca, anche solo per vedere che effetto fa e godere dei privilegi della cosa.

Le due ricominciano a frequentarsi. Clare per un attacco di nostalgia per la comunità “black” e naturalmente di nascosto dal marito che tanto è sempre in viaggio per affari, Irene subendo il fascino che l’amica esercita prima su di lei poi su Brian che, sarà anche orgogliosamente afroamericano, ma ci mette ben poco a farsi stregare dalla sexy (e bianca) Clare.

Passing – due donne parla di razzismo, di amicizia e di gelosia e avvolge il tutto in una patina raffinata e chic che coinvolge la recitazione, i costumi e che raggiunge la sua acme nella scelta del (pretenzioso?) formato video in 4:3 e del bianco e nero.

Ottimamente girato e sofisticato al punto da risultare perfino ovattato (anche nelle emozioni), il film si muove sul sottile filo dell’equilibrio della razza, con i personaggi che – pur essendo afroamericani – sembrano anelare, nei fatti (come Clare) e nei comportamenti (abbiamo a che fare con un’alta borghesia nera che vive come i bianchi aristocratici… a parte quando c’è da ballare) una vita non da neri. Siamo davvero sicuri che era questo il messaggio che la regista Rebecca Hall voleva che arrivasse allo spettatore?

 

 

 Voto: 6