Gli uccelli (1963)

di Alfred Hitchcock

con Rod Taylor, Tippi Hedren, Jessica Tandy, Veronica Cartwright

De Gli uccelli di Hitchcock avevo un ricordo risalente alla visione da ragazzino. Da allora (ahimè parliamo di più di trent’anni fa…) non l’avevo più rivisto, anche perché allora mi aveva fatto una certa impressione. Riguardato oggi devo dire che l’impressione è stata molto minore, anche se il senso di disagio è costante e la pellicola riesce ancora a risultare disturbante.

Rispetto ai grandi capolavori realizzati dal regista inglese (da Il delitto perfetto a La finestra sul cortile, da Psyco fino al meno conosciuto ma per me strepitoso Nodo alla gola), questo film è probabilmente quello con l’intreccio più lineare, dunque non aspettatevi intricati colpi di scena o sorprese. In un piccolo paese, improvvisamente e anche alquanto inspiegabilmente, i volatili si ribellano e attaccano gli uomini, prendendosela in particolare con la famiglia di Mitch Brenner (Rod Taylor) e con la sua fidanzata (una splendida Tippi Hedren).

La storia è tutta qui e nessuno si prende la briga di spiegare il perché degli avvenimenti, anche se si intuisce il desiderio di critica rivolta al trattamento che gli uomini riservano agli animali, nello specifico chiudendoli spesso in gabbia. Hitchcock comunque non sembra interessato tanto al tema di salvaguardia degli animali ma anzi la sua attenzione si focalizza sulle scene in cui i volatili attaccano persone e case, realizzate con effetti speciali di un certo livello, considerato che il film è del 1963 (certo visti oggi risultano ovviamente datati).

Pur non avendo partorito un intreccio narrativo di quelli che lasciano con il fiato sospeso e pur non potendo annoverare, a mio giudizio, la pellicola tra le più riuscite del geniale cineasta britannico, Gli uccelli riesce comunque nel suo intento, ovvero quello di tenere alta la tensione. Ne è un esempio la sequenza in cui i protagonisti sono barricati in casa, con assi a porte e finestre e dunque completamente inconsapevoli di quanto succede all’esterno… almeno finché non cominciano a sentirsi le grida degli uccelli, il rumore di ali e corpi che sbattono contro il legno, i colpi sempre più martellanti alla struttura della casa.

Basta solo questo a incrementare l’ansia e la tensione, con un sapiente mix tra sonoro e immagini, senza bisogno di indugiare sulle immagini scioccanti. Certo il film comincia ad accusare il peso degli anni e la trama è davvero poca cosa ma nel complesso ci ricorda per l’ennesima volta perché Hitchcock sia stato soprannominato “il maestro del brivido”.  

 

Voto: 6.5