Il processo ai Chicago 7 (2020)

di Aaron Sorkin

con Sacha Baron Cohen, Mark Rylance, Joseph Gordon-Levitt, Eddie Redmayne, Frank Langella

Una tra le proposte più interessanti disponibili in questo periodo su Netflix è indubbiamente Il processo ai Chicago 7, film tratto da una storia vera ovvero quella dell’arresto di sette esponenti di spicco dei movimenti che protestavano contro il Governo americano per la sua volontà di perseverare nel conflitto in Vietnam. Siamo nel 1968 e a Chicago si deve tenere la convention nazionale dei democratici, dunque quale occasione per migliaia di giovani di fare sentire il loro dissenso verso una guerra che sta chiedendo un terribile sacrificio in termini di vite?

La vicenda è piuttosto nota – visto che la manifestazione sfocerà velocemente in una serie di scontri tra i partecipanti e la polizia/guardia nazionale – quello che è meno noto è che il Governo, a caccia di responsabili in modo da sgravare le forze dell’ordine dall’accusa di abuso di forza, individuerà in alcuni degli organizzatori, personaggi già ben noti per le loro attività di protesta, i capri espiatori da mettere alla berlina.

E proprio questi individui, tra cui ci sono gli attivisti politici Abbie Hoffman (un sempre graffiante Sacha Baron Cohen) e Jerry Rubin nonché Tom Hayden (Eddie Redmayne), successivamente scrittore e senatore per lo stato della California, si vedono coinvolti in un processo il cui esito sembra scontato visto l’immediato ostracismo esercitato dal giudice. Proprio questo personaggio – interpretato da Frank Langella – si rivela l’elemento catalizzante, perché è il suo comportamento a dare il là alle reazioni degli imputati, cui spesso non manca il dono del sarcasmo, ma anche ad alimentare lo sdegno dello spettatore, che viene attratto nella vicenda dal susseguirsi delle palesi ingiustizie.

Durante le varie fasi di processo capita di ridere, poi di cominciare a preoccuparsi, dunque di indignarsi, anche se a un certo punto la vicenda diventa talmente grottesca che si intuisce che, prima o poi, verrà fatta giustizia. L’ottimo cast, tra cui spicca un irriconoscibile Mark Rylance (già visto ne Il ponte delle spie), e la possibilità di venire a conoscenza di una vicenda facilmente poco nota ai non statunitensi sono altri due fattori che rendono Il processo ai Chicago 7 un film da tenere in considerazione, che non avrà la forza e la capacità di sgomentare di un’altra produzione Netflix a sfondo processuale (la bellissima miniserie When they see us) ma che merita comunque la visione.

 

Voto: 7