La grande illusione (1937)
di Jean Renoir
con Jean Gabin, Erich von Stroheim, PIerre Fresnay, Dita Parlo
La grande illusione è datato 1937 ed è stato realizzato da Jean Renoir, grande regista dell’epoca nonché figlio di Pierre-Auguste, lo straordinario pittore. In linea teorica sarebbe un film di guerra ma indubbiamente è fuorviante inserirlo in questa categoria, anche perché per tutta la sua durata non si vede nemmeno uno scontro a fuoco.
La trama ruota attorno a due ufficiali francesi (uno interpretato da Jean Gabin – Marechàl – l’altro da Pierre Fresnay – De Boieldieu) che, durante un’azione, vengono catturati dai tedeschi e imprigionati in un campo di detenzione. Immediatamente si organizzano per tentare la fuga, suscitando le ire delle alte sfere militari che decidono così di rinchiuderli in una struttura in cui la sorveglianza è particolarmente stretta, sotto il comando del capitano von Rauffenstein (uno strepitoso Erich von Stroheim).
La storia de La grande illusione in realtà è solo un pretesto per il regista per condividere con il mondo il suo messaggio di pace. Un messaggio che colpì nel segno, proprio in quegli anni in cui la Seconda Guerra Mondiale stava già covando sotto le ceneri, e che portò la Germania nazista e l’Italia di Mussolini a censurare pesantemente la pellicola.
Il cuore del film di Renoir è senza dubbio il rapporto tra il capitano transalpino e quello germanico che, pur essendo nemici, non nascondono simpatia e stima reciproche, dettate sia dalla comune appartenenza a un rango sociale di un certo prestigio, sia all’identità di vedute nei confronti della guerra, vissuta soprattutto come una questione di onore.
I due ufficiali si trovano così contrapposti agli altri prigionieri ma anche alle guardie tedesche, di ceti sociali più bassi e che combattono solo perché obbligati. Ecco che le differenze di rango, anche in guerra, finiscono per avere un peso sui sentimenti, positivi o negativi che siano, e un’importanza superiore perfino alla nazionalità ma soprattutto per contare di più dell’odio, specialmente quando non scaturisce “dal petto” ma viene imposto dall’alto.
Voto: 7.5
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