Trama e recensione di La storia del Frank e della Nina (2024)

Regista: Paola Randi

Cast: Ludovica Nasti, Gabriele Monti, Samuele Teneggi, Bruno Bozzetto

La storia del Frank e della Nina è un piccolo gioiello di poesia urbana che racconta la periferia milanese con uno sguardo tenero e ribelle. Protagonisti sono tre ragazzi: Gollum (Gabriele Monti), che non parla ma lascia che i suoi graffiti gridino al posto suo; Frank (Samuele Teneggi), dannato, incompiuto, filosofico, misterioso, inventore o reale protagonista di storie assurde; e Nina (Ludovica Nasti), quindicenne, già madre e già segnata da un matrimonio violento ma ancora capace di credere nel futuro. Tra loro nasce un’amicizia fragile e luminosa che diventa sogno di fuga, di libertà, di una vita diversa. Grande merito della credibilità delle dinamiche che si creano va al trio di giovani interpreti, che si fa apprezzare per autenticità e intensità.  

La regia di Paola Randi alterna bianco e nero a lampi di colore: il grigio racconta il peso della realtà, il colore esplode quando compaiono affetto, speranza, immaginazione. Così la periferia, con i suoi spazi abbandonati, diventa teatro di possibilità, luogo dove il degrado si trasforma in bellezza inattesa. Milano non è solo lo sfondo ma un personaggio vivo, duro eppure pieno di sorprese.

La ricchezza di personaggi e tematiche – violenza domestica, emarginazione, adolescenza rubata, desiderio di riscatto – regala al film una densità emotiva che lo rende vivo e vibrante ma talvolta anche dispersivo. Non tutti i fili narrativi trovano una risoluzione chiara e la molteplicità di spunti rischia di togliere incisività al messaggio centrale. È come se la regista avesse messo in scena un mosaico fatto di tante tessere luminose, alcune delle quali però rimangono appena accennate.

Queste tematiche solo accennate, in ogni caso, non tolgono forza a un film che riesce a parlare di violenza, marginalità ed emarginazione senza retorica e con una grazia capace di restituire dignità e speranza.

La storia del Frank e della Nina è un racconto che fa vibrare il cuore e ricorda come l’adolescenza, pur fragile, possa essere un atto di resistenza, capace di trasformare persino i luoghi più grigi in spazi pieni di colore e di futuro.

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Voto: 7