Lupin – Serie Tv (2021)

di Registi vari

con Omar Sy, Ludivine Sagnier, Hervé Pierre, Soufiane Guerrab

Assane Diop ha un piano. Rubare una collana di diamanti appartenuta alla regina e che sarà messa all’asta all’interno del museo del Louvre. Assane però non è un semplice furfante ma un vero e proprio artista, non a caso si ispira a quello che è universalmente noto come il “ladro gentiluomo”, ovvero Arsenio Lupin. E come lui riesce in imprese all’apparenza impossibili, sfruttando abilità di prestigiatore e trasformista, lingua sciolta, faccia tosta e – visto che siamo ai giorni nostri – una massiccia dose di tecnologia. Inoltre le sue azioni non sono tanto mosse dall’avidità quanto dal desiderio di fare giustizia. Sono queste le premesse di Lupin, nuova serie disponibile su Netflix e che ha come protagonista il bravo e simpatico Omar Sy e Ludovine Sagnier (già vista in The New Pope di Sorrentino)

La mini serie – a cui ai primi cinque episodi se ne sono aggiunti altrettanti, che costituiscono la seconda parte e che chiudono il cerchio sulla vicenda – strizza l’occhio ai libri con protagonista Arsenio Lupin ma anche al cartone animato Lupin III, soprattutto per certe trovate ed espedienti utilizzati per permettere al protagonista di venire fuori da situazioni all’apparenza senza via di uscita.

Devo ammettere che le prime cinque puntate mi hanno appassionato, perché il ritmo è fin da subito frizzante, i momenti di pausa praticamente assenti e, puntata dopo puntata, i pezzi del puzzle vanno perfettamente a incastrarsi. Certo la produzione è volta esclusivamente all’intrattenimento dunque non aspettatevi nulla di realistico, credibile o verosimile. Si esagera – volutamente – e la sceneggiatura spesso viene addomesticata alle esigenze della storia senza preoccuparsi di risultare ingenua e facilona. 

Con la seconda parte, però, le cose cambiano in modo drastico. Gli eventi si incanalano su binari estremamente prevedibili, i colpi di scena latitano ed è la noia a prendere il sopravvento. Se poi si tiene conto che le tre puntate conclusive sono tutta una preparazione per il gran finale ma che proprio questo si rivela debole, scontato, privo di pathos ed estremamente deludente, si capisce come gli autori siano riusciti a rovinare quanto di buono fatto nella prima parte.

Probabilmente Lupin sarebbe stata una mini serie migliore se si fosse conclusa in sei puntate. Dieci sono obiettivamente troppe, le trovate si sono esaurite troppo presto e la visione complessiva non può che lasciare con l’amaro in bocca. E la notizia che prossimamente arriverà anche una terza parte non può che sapere di mera operazione commerciale di cui avremmo fatto volentieri a meno

Voto: 5