Nessuno sa che io sono qui (2020)

di Gaspar Antillo

con Jorge Garcia, Lukas Vergara, Millaray Lobos, Luis Gnecco

Memo vive lontano da tutto e tutti, interagisce (poco) solo con suo zio che vive con lui, parla davvero il minimo indispensabile e quando qualcuno raggiunge la sua casa isolata si nasconde o comunque riduce i contatti allo stretto necessario. La sua è una forma di protezione verso sé stesso perché, quando era un bambino, ha visto il suo grande sogno andare in frantumi. Cantante dal talento canoro eccezionale ma sgraziato nel fisico e nei modi, Memo è stato costretto dal padre a “regalare” la propria voce a un ragazzino più bello e fotogenico, diventato un fenomeno di costume. L’astio e la frustrazione provati si sono trasformati prima in violenza, poi in rifiuto del mondo, con le sue leggi non scritte basate essenzialmente su certi canoni estetici.

Ma nel suo esilio per nulla dorato Memo non riesce a farsi una ragione di quello che è successo e, lontano dagli occhi di tutti, sogna di riappropriarsi di quella fama che gli è stata sottratta. E allora passa le sue sere a cucire un clamoroso costume di scena, a smaltarsi le unghie, a danzare leggiadro tra i boschi, con gli alberi trasformati nel pubblico adorante.

Nessuno sa che io sono qui ci svela il suo protagonista giocando sui contrasti, tra la sua realtà fatta di silenzi e solitudine e i suoi sogni di fama e folla, tra la gabbia rappresentata dalla fattoria in cui vive con suo zio (e in cui si è volontariamente rinchiuso) e la straordinaria bellezza della costa cilena che la circonda. Il racconto è spesso affidato alle immagini, dei paesaggi certo ma soprattutto del protagonista, del suo volto (che è quello di Jorge Garcia, che coloro che non si sono persi una puntata di Lost ritroveranno con piacere) su cui il regista indugia per mostrarne la rabbia repressa, la frustrazione e la paura.

Certo il ritmo del film è molto lento, talvolta esasperante, l’atteso riscatto finale è solo in parte consolatorio e dunque lascia un po’ di amaro in bocca. Ma quella di Nessuno sa che io sono qui non è una storia di liberazione ma solo il racconto di un uomo vittima delle sue illusioni ma che, da quelle illusioni, trova la forza per continuare a vivere.

Voto: 6.5