Paddleton (2019)

di Alex Lehmann

con Mark Duplass, Ray Romano, Christine Woods

Film indipendente se ce n’è uno, Paddleton affronta tematiche difficili ma lo fa con una sobrietà e una sorta di leggerezza che rendono accettabile e godibile la storia di due amici – Michael e Andy – accomunati dalle rispettive solitudini, introversioni, partite a paddleton (una loro personalissima versione del paddle) e passione per i film di kung fu. La pellicola non nasconde in alcun modo quale sia il fulcro della vicenda: a Michael viene diagnosticato un tumore inoperabile, lui decide di farla finita prima che i dolori diventino insopportabili e chiede ad Andy di restargli vicino.

Paddleton punta tutte le sue carte sul rapporto tra i due personaggi, su come vivano questo momento così drammatico, di come si preparino – per motivi differenti, Michael perché è giustamente spaventato dalla morte, Andy dal rimanere da solo – all’istante che tutti e due vorrebbero rimandare ma che invece incombe sulle loro teste. Entrambi cercano di non pensarci, di trovare nelle sfide con la racchetta in mano o nelle serate con pizza e film il proseguimento delle loro amate routine ma le pillole che Michael dovrà prendere sono sempre lì – anche se chiuse in una piccola cassaforte – a ricordare loro l’inevitabile.

Delicato, commovente ma con una vena divertente e ironica, il film di Alex Lehmann tocca le giuste corde, non scivola mai nel patetico o nella ricerca della lacrima facile e si rivela una piacevole sorpresa. Il merito è da ascrivere anche ai due protagonisti, i poco noti Mark Duplass e Ray Romano (che curiosamente è il doppiatore originale del mammut de L’era glaciale), che ci regalano due disadattati che nella loro amicizia hanno trovato il loro equilibrio e che si sono resi le rispettive esistenze migliori.

Voto: 7