Shéhérazade (2018)
di Jean-Bernard Marlin
con Dylan Robert, Kenza Fortas, Idir Azougli, Lisa Amedjout
Un’opera prima interpretata da attori non professionisti, presi dalle strade di Marsiglia, per raccontare ciò che in quelle strade succede, tra le gang “minori”, quelle che si contendono un pezzetto di territorio tra spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione. In questo scenario si muove Zachary (Dylan Robert), un diciassettenne appena uscito dal riformatorio, rifiutato dalla madre e affidato ai servizi sociali, che non ha alcuna ambizione di “rigare dritto” e che quindi ritorna immediatamente al mondo della micro criminalità.
Provato da una vita che finora gli ha regalato ben poche soddisfazioni, Zach si illude di essere ormai un uomo e un duro, anche se la realtà è ben diversa, visto che le sue convinzioni si scontrano con la cruda realtà della strada, dove molti di quelli con cui si scontra sono ben più duri di lui…
Il suo riscatto – sotto forma di primi momenti di vera felicità – sembra trovarlo quando conosce la Sheherazade (Kenza Fortas) che dà il titolo alle pellicola, una giovane prostituta di cui il protagonista diventa amico, protettore e di cui, alla fine si innamora. E questo sentimento lo porterà a dover fare delle scelte, drastiche e dolorose.
Il film di Jean-Bernard Marlin, come accennato, mostra sullo schermo attori alla loro prima esperienza ma, durante la visione, non ve ne accorgerete, perché tutti i personaggi risultano perfettamente calati nella parte – che probabilmente conoscono bene per esperienza personale – e molto credibili.
A una trama che si sviluppa in modo obiettivamente piuttosto lineare e di cui non è difficile indovinare gli snodi durante la visione fa, per fortuna, da contraltare una regia attenta ma soprattutto una fotografia che si incarica di restituirci una Marsiglia sporca e ferita e un’illuminazione che spesso predilige i controluce, con i raggi del sole, i fari delle auto o le lampade dei pali della luce che entrano nello schermo, smorzando i contorni o regalando inquadrature originali e a loro modo ricercate (su tutte valga la lampada a forma di orsetto che scurisce i contorni dei volti di Zach e Shera la prima volta che si baciano).
La pellicola, pur se non perfetta, merita comunque una visione ed è al momento in programmazione su Netflix, in lingua originale (un incomprensibile francese della banlieue) con i sottotitoli in italiano.
.
Voto: 6.5
Commenti recenti