Social distance – Serie TV (2020)

di registi vari

con Asante Blackk, Dylan Baker, Peter Scanavino, Kylie Liya Page

Convengo con voi che, con il fantasma di un nuovo lockdown a volteggiare sulle nostre teste, potreste non essere particolarmente invogliati a guardare una serie TV ambientata negli Stati Uniti durante il precedente. Se però non vi fate condizionare Social Distance merita comunque una chance, soprattutto per come è stata realizzata.

Sostanzialmente si tratta di otto episodi indipendenti l’uno dall’altro con i vari protagonisti che si trovano a vivere rinchiusi in casa, chi da solo chi convivendo con qualcuno, con le app e i servizi di videochat come unico mezzo per poter mantenere un minimo di socialità con il mondo esterno. E proprio queste applicazioni – da Zoom a FaceTime – diventano i mezzi di visione anche per lo spettatore, che osserva le vicende dalla stessa webcam dei personaggi, dall’occhio di una videocamera di sorveglianza o dall’obiettivo della fotocamera frontale dello smartphone. Tutta la struttura è studiata per ricondurre alla forma di visione con cui ci siamo abituati a convivere durante il lockdown, con tanto di segnale disturbato, notifiche dei social media e batterie che si scaricano velocemente.

I vari episodi cercano di affrontare tutte le diverse situazioni in cui ci siamo trovati in quei mesi alienanti, naturalmente estremizzandole un po’. C’è dunque l’uomo solo che sta combattendo contro la dipendenza dall’alcol, la famiglia con bambino piccolo che deve affrontare la positività della madre rinchiusa in camera, la coppia gay in cerca di svago per ravvivare il rapporto e la teenager innamorata del compagno d’armi in uno sparatutto online…

La qualità delle storie è altalenante, perché non tutte sono convincenti, con personaggi eccessivamente stereotipati. Bisogna però rendere merito agli autori, sia per l’originalità della realizzazione sia per la capacità di tessere il racconto mettendo insieme pezzi di vite e mostrandoceli attraverso l’occhio dei nuovi mezzi di comunicazione, riuscendo a farceli sentire vicini e credibili.

Voto: 6.5