The boys in the band (2020)

di Joe Mantello

con Jim Parsons, Zachary Quinto, Robin de Jesus, Brian Hutchison

È indispensabile contestualizzare il periodo storico in cui è ambientato il film, ovvero il 1968, e tenere inoltre in considerazione che si tratta di una sorta di remake della pellicola Festa per il compleanno del caro amico Harold, datato 1970. La premessa è necessaria per capire quanto potesse essere difficile essere omosessuale in quegli anni, vista la mentalità dell’epoca.

Già perché il film racconta la storia di un gruppo di amici gay che si ritrovano nell’appartamento di Michael (Jim Parsons, ovvero lo Sheldon Cooper di The big bang theory) per festeggiare il compleanno di Harold (Zachary Quinto). Le personalità e le dinamiche appaiono evidenti fin dalle prime battute, visto che ogni personaggio ha le sue peculiarità che, a dire il vero, lo rendono anche facilmente catalogabile, scelta che rischia di trasformare tutti in stereotipi. La “caduta” è in buona parte scongiurata dai dialoghi, pietra portante della produzione, dato il taglio teatrale del tutto (l’azione si svolge interamente nell’appartamento e il regista – Joe Mantello – aveva già diretto l’adattamento a Broadway).

Ai contrasti e alle dinamiche nei rapporti tra i vari amici (due dei quali sono una coppia, con una visione piuttosto differente del concetto di fedeltà), si aggiunge il sale rappresentato dall’arrivo – non atteso – di Alan, vecchio compagno d’università di Michael, eterosessuale e discretamente omofobo. La miscela è esplosiva, le battute, i doppi sensi e le critiche feroci non mancano e – com’era facile prevedere – la festa si trasformare velocemente nell’occasione per sputare fuori veleno e rancori ma anche per mettere a nudo fragilità e debolezze.

The boys in the band si inserisce nel filone dei film in cui la sceneggiatura prende il sopravvento su tutto il resto ma, per fortuna, nonostante d’azione non ce ne sia, il ritmo si mantiene sempre frizzante. Il merito è da attribuire anche al cast – rigorosamente tutto al maschile (non v’è traccia di attrici donne) – che dà vita a personaggi credibili, capaci di bassezze, goliardia ma anche di mettere in mostra le proprie vulnerabilità.

 

Voto: 6.5