The Whispering Star (2015)

di Sion Sono

con Megumi Kagurazaka, Kenji Endo, Yuto Ikeda

Un’androide, in versione corriere di Amazon, viaggia a bordo della propria astronave per consegnare dei pacchi ai pochi essere umani rimasti vivi e che si sono sparpagliati su vari pianeti del Sistema Solare. Come dite? Vi sembra che la descrizione della trama racconti di un film un po’ povero d’azione? Pensate che ce n’è molta di più in queste poche righe che in tutta le pellicola! Eppure The Whispering Star è davvero molto bello. Ma procediamo con ordine.

Il mondo che conosciamo praticamente non esiste più, i robot rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione e gli esseri umani sono sempre di meno, costretti ad abbandonare la Terra e a vivere su altri pianeti e ormai destinati all’estinzione. Alcuni però, per tenere vivi i ricordi, si affidano a servizi di spedizione per recapitare regali ad amici e parenti che abitano ad anni luce di distanza. E qui entra in gioco l’androide Yoko Suzuki (l’attrice Megumi Kagurazaka), dalle fattezze, sembianze e con atteggiamenti e vizi umani, che viaggia su un’astronave dallo stile fortemente vintage e che – nei lunghissimi viaggi tra una destinazione e l’altra – si dedica alle pulizie e a registrare messaggi vocali per i posteri.

Lo scorrere dei giorni è cadenzato dalla ripetitività dei suoi gesti, dallo sgocciolio di un rubinetto che perde, dalle falene incastrate nei neon e dal silenzio. Lo stesso silenzio che Yoko ritrova una volta atterrata sui vari pianeti, tutti a immagine e somiglianza della Terra e tutti accomunati da desolazione, macerie e sparuti abitanti che sembrano solamente attendere il pacco… e la morte che li libererà da tanto sconforto.

Il regista Sion Sono – che per questo film ha cambiato totalmente il proprio registro rispetto alle sue altre produzioni – ha scelto di girare in bianco e nero e, per le scene in esterni, ha optato per le zone del Giappone colpite nel 2011 dalla devastazione dello tsunami. Il risultato è quello di restituire mondi in cui l’androide e i pochissimi uomini si muovono come spettri, in cui è la quiete (nell’accezione spaventosa del termine) a dominare, rotta solamente dal suono di una lattina incastrata sotto la suola della scarpa, e in cui persino le onde si infrangono mute.

Proprio il silenzio, la ripetitività dei gesti, l’attenzione a ogni singola inquadratura, rappresentano la poesia di The Whispering Star. E la grazia del regista giapponese è proprio quella di riuscire a rendere affascinante e mai noioso un film in cui praticamente non ci sono dialoghi e azione. Un film che solo sulla carta è di fantascienza ma che con la fantascienza non ha nulla a che fare e che regala emozioni e alcune scene che vi resteranno nel cuore.

 

Voto: 7.5