True Story (2021)

di Eric Newman

con Kevin Hart, Wesley Snipes, William Catlett, Paul Adelstein, Theo Rossi

 

Kid (Kevin Hart) è un attore comico di enorme successo. Si muove insieme al suo entourage di suite in suite ed è abituato a ragionare in termini di milioni… di fans che lo adorano e di dollari che ingrassano il suo conto in banca. Anche Kid, oltre a un passato difficile, ha la sua croce, ovvero il fratello Carlton (un redivivo e non proprio in formissima Wesley Snipes), costantemente invischiato in qualche affare poco chiaro ma soprattutto sempre indebitato, spesso con personaggi poco raccomandabili. Quando Kid arriva a Filadelfia (sua città natale), trascorre una serata alcolica con il fratello… e al mattino cominciano i guai.

Miniserie in sette episodi disponibili in streaming su Netflix, True Story (da non confondere con l’omonimo film con James Franco, di cui trovate la recensione qui) ripropone la classica minestra del protagonista che si ritrova in una situazione più grande di lui, tra cadaveri da occultare e malavitosi alle calcagna. Niente di nuovo sotto il sole, anche se il fatto che Kid sia una star internazionale idolatrata e amata aggiunge almeno questa originale dinamica.

Per il resto qualche piccolo colpo di scena True Story lo regala, anche se quello più grosso e che dovrebbe risultare il momento wow di tutta la visione è di una banalità e di una prevedibilità sconcertanti. Fatta eccezione per il protagonista – costantemente tirato per la giacchetta da tutti coloro che guadagnano sulla sua pelle e costretto, suo malgrado, a trovare le forze per far ridere il suo pubblico anche mentre l’ansia lo attanaglia – gli altri personaggi sono tagliati con l’accetta dello stereotipo più bieco e intuibile.

I difetti, dunque, finiscono per avere un maggiore peso specifico e relegano questa miniserie tra quelle che si possono tranquillamente lasciar languire nello sterminato catalogo di Netflix.  

 

Voto: 5