Quattro docuserie da non perdere

In queste settimane Netflix ha proposto la solita carrellata di novità, tra serie TV e film, ma a mio parere vale la pena soffermarsi su quattro docuserie che affrontano tematiche profondamente differenti tra loro ma che si sono rivelate, per motivi diversi, molto interessanti.

Reggie Yates Outside Man (2 stagioni)

Reggie Yates è un attore e presentatore televisivo inglese che, con troupe al seguito, viaggia per il mondo per affrontare una serie di tematiche, mettendosi in gioco in prima persona. Lo vedremo dunque, lui uomo di colore, a Mosca, in mezzo agli ultranazionalisti russi durante una loro marcia contro l’immigrazione e l’integrazione razziale oppure tra le baraccopoli bianche di Johannesburg, per saperne di più della segregazione degli Afrikaner. I temi trattati sono sempre sensibili e toccano soprattutto il razzismo, l’omofobia e le dipendenze. A mio modo di vedere è molto interessante come Yates riesca a mostrare le ragioni di entrambe le “parti” in causa – per esempio i gay e gli omofobi – conducendo chi guarda, grazie anche a uno stile semplice e per nulla pretenzioso, fino al nocciolo della questione.

High Score (6 episodi)

Una delle docuserie nerd per eccellenza. Ammetto che il mio giudizio è sicuramente fuorviato dall’antica passione per i videogame e perché, il racconto della nascita e della crescita di questo fenomeno, mi ha permesso di rivivere gli anni dell’adolescenza e ha fatto riaffiorare tutti i ricordi legati alle prime console, agli arcade da sala giochi e agli home computer. Nelle varie puntate si parla di Nintendo e di Sega, di Giochi di Ruolo e degli sportivi di Electronic Arts e si scoprono aneddoti e curiosità, spesso raccontate dalla viva voce di vere leggende della storia dei videogame, come Richard Garriott, Toru Iwatani o Shigeru Miyamoto. Semplicemente imperdibile per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90 a pane e videogame ma anche per chi – a pochi mesi dall’uscita della PS5 – abbia voglia di scoprire come si è arrivati a questo punto.

Connected (6 episodi)

Si cambia completamente genere e stile parlando di Connected, una docuserie nella quale seguiamo Latif Nasser alla ricerca delle connessioni. Perché tutto quello che ci circonda non è lì per caso, perché certi fenomeni naturali sono incredibilmente interconnessi tra loro. Puntata dopo puntata, dunque, scopriremo che ci sono degli uccelli che modificano il loro periodo di migrazione in base agli uragani… prima che gli uragani si formino! Che c’è una scala numerica che si può applicare a qualunque elemento, dalle canzoni all’evasione fiscale fino alla struttura stessa dell’universo e che la sabbia del deserto del Sahara nutre le piante dell’Amazzonia. Un viaggio che parla di scienza ma in modo da renderla facilmente comprensibile e che mostra come niente sia casuale e di come ogni singolo elemento presente sul nostro pianeta sia lì per un motivo ben specifico.

A chi fa bene il wellness? (6 episodi)

La ricerca di metodi alternativi o naturali per prendersi cura del proprio fisico o del proprio benessere è uno dei trend del nuovo millennio. Le persone che si avvicinano a prodotti vegan, filosofie orientali, cure ecologiche è in crescita esponenziale. Ma siamo sicuri che sia tutto oro quello che luccica? Possiamo davvero pensare che gli oli essenziali siano efficaci per i malati di autismo? Che il tantra prolunghi a dismisura le prestazioni sessuali? O che il cancro alla prostata si possa curare con il latte materno? A questi e ad altri interrogativi cerca di dare una risposta questa docuserie che sceglie volutamente un approccio scettico. Di ogni argomento, quindi, verranno sempre proposte entrambe le campane, dagli inguaribili sostenitori agli avversatori più irriducibili. Il che consente facilmente di farsi una propria idea in merito.