Sanpa: Luci e tenebre di San Patrignano (2019)

di Cosima Spender

Santo o demonio? Vincenzo Muccioli, fondatore della più grande comunità di recupero per tossicodipendenti d’Europa, ha diviso l’opinione pubblica quando era vivo e, con l’uscita della docuserie Sanpa di Netflix (cliccate qui per altre docuserie da guardare), torna alla ribalta il dibattito sulla sua creatura: San Patrignano. I cinque episodi ripercorrono la storia della comunità, dai suoi albori negli anni ’70 con qualche decina di tossicodipendente, alla consacrazione degli anni ’90, con oltre duemila ospiti in riabilitazione, fino alla morte di Muccioli, avvenuta nel 1995.

In questo ampio arco temporale, la comunità e il suo creatore hanno conosciuto un’esplosione di popolarità, passando frequentemente e rapidamente dagli altari alla polvere e viceversa. Glorificato perché capace di riportare alla vita migliaia di ragazzi che, altrimenti, sarebbero facilmente morti per overdose di eroina, Muccioli è stato però anche attaccato – e processato – perché accusato di eccesso di violenza, sequestro di persona e persino omicidio. D’altra parte era pratica comune in comunità che, per contrastare le crisi di astinenza, i tossicodipendenti fossero rinchiusi in luoghi sporchi e angusti, incatenati per diversi giorni e malmenati.

Il fine giustifica i mezzi? La violenza è accettabile se utilizzata per un bene superiore (ovvero salvare la vita di una persona)? La crescita esponenziale di San Patrignano, il flusso ininterrotto di denaro e la crescente popolarità hanno fatto perdere la testa a Muccioli e, in qualche modo, tradito lo spirito originario della comunità? A queste e a molte altre domande tenta di rispondere la serie, utilizzando immagini, interviste, servizi dei telegiornali dell’epoca e alternandoli alle interviste di alcuni dei protagonisti ai giorni nostri.

Quello che ne viene fuori è una visione a tutto tondo del personaggio Vincenzo Muccioli e dei suoi metodi, senza che la scelta degli argomenti, dei testimoni e dei fatti trattati sposti la bilancia verso una parte – quella di chi lo riteneva un santo – piuttosto che un’altra – quella di chi lo demonizzava. Il risultato è un interessante approfondimento, pur con qualche ripetitività di troppo (problema comune a tutte le docuserie che “stiracchiano” il racconto per adattarlo a un certo numero di puntate), che merita di essere visto e che riporta sotto i riflettori una persona che, nel bene e nel male, ha fatto la storia italiana e a cui – e questo è innegabile – molti individui devono la vita

Voto: 7