Acque profonde (2022)

di Adrian Lyne

con Ben Affleck, Ana de Armas, Tracy Letts, Jacob Elordi, Dash Mihok

 

Melinda (una sfolgorante Ana de Armas) è talmente bella che Vic, suo marito (Ben Affleck), è disposto a tollerare di tutto pur di non perderla. E per “tutto” si intendono una serie di tradimenti che lei gli fa sotto il naso, anche con un certo gusto, quasi come se l’infedeltà e la gelosia facciano in qualche modo parte del gioco che regge l’intera relazione tra i due. Il che non sarebbe certo un problema, se non fosse che i vari amanti di Melinda hanno la bizzarra abitudine di sparire per sempre dopo che Vic scopre le loro “liason” con la moglie.

Pellicola a forti tinte sexy (d’altra parte il regista è l’Adrian Lyne di Nove settimane e mezzo, Attrazione fatale e Proposta indecente, evidentemente tirato fuori dalla naftalina per l’occasione, visto che non se ne avava traccia dai tempi di Unfaithful – Amore infedele, anno di grazia 2002), Acque profonde – remake dell’omonimo film francese datato 1981 – gioca le sue carte sull’enigmatica relazione tra i due protagonisti, divertendosi a lasciarla costantemente sul filo dell’ambiguità, come se le tendenze ninfomani di Melinda abbiano il solo obiettivo di scatenare la gelosia di Vic, combustibile necessario ad alimentare il loro matrimonio. Peccato che, una volta scoperto il giochino, il film si riduca a un thriller nemmeno troppo ispirato, con ben pochi momenti di suspense e una sceneggiatura piena zeppa di forzature

Insomma, Acque profonde non è esattamente una “visione imperdibile”, termini che invece si adattano perfettamente ad Ana de Armas, la cui bellezza permette di non catalogare le quasi due ore di durata della pellicola sotto la dicitura di “tempo sprecato”. Non altrettanto entusiasmo si può associare a Ben Affleck, che affianca alla proverbiale inespressività una fisicità bolsa alla Gennaro Savastano che di certo non lo aiuta.

 

Voto: 4.5