Genitori vs influencer (2021)

di Michela Andreozzi

con Fabio Volo, Ginevra Francesconi, Giulia De Lellis, Nino Frassica 

Il conflitto generazionale entra nella fase 2.0. Paolo (Fabio Volo), un insegnante e genitore single, si deve confrontare con adolescenti (tra cui Simone, la figlia quattordicenne), che sembrano vivere in un universo tutto loro… quello del loro smartphone, da cui non si staccano praticamente mai, che siano sui banchi di scuola o a tavola durante la cena. Quando la ragazza gli comunica la sua decisione di diventare influencer, il padre – che è pieno di pregiudizi sul mondo dei social network – si lancia in un anatema contro chi sfrutta Instagram e Facebook per arricchirsi. Ripreso di nascosto dalla figlia e caricato il video sui social, il suo accorato discorso diventa ben presto virale e Paolo si trasforma a sua volta in un influencer – anzi in un anti-influencer – cominciando a beneficiare di tutti i vantaggi legati alla sua popolarità.

Genitori vs influencer va a toccare tematiche che qualunque genitore conosce bene, cercando di analizzare come i social network e gli smartphone stiano cambiando il modo d’essere degli adolescenti e come questo li renda ancora più distanti dal mondo degli adulti, che faticano a capirne le dinamiche. Il film tira in ballo tutta una serie di problematiche – dalla facilità con cui gli influencer si fanno “corrompere” dai regali o dai pagamenti delle aziende che li sfruttano per farsi pubblicità, al pericolo che consegue la diffusione di immagini private – ma lo fa senza mai entrare in profondità.

Il grossissimo problema del film di Michela Andreozzi è proprio questo tono leggero, figlio della classica produzione all’italiana, modesta nella messa in scena, nella recitazione, nella presenza di personaggi che sono esclusivamente macchiette. Qui si potrebbe aprire un lungo discorso ma d’altra parte la scarsa attenzione alla creazione di personaggi che siano credibili e non mediocri caricature è uno dei mali atavici degli ultimi vent’anni del cinema italiano. Tutte le persone che popolano il condominio in cui Paolo e Simone sono fastidiosi stereotipi – vi basti sapere che uno è interprato da Nino Frassica, scelta che vale più di mille parole – cui è stato assegnato il ruolo di offrire qualche momento divertente… cosa che non gli riesce particolarmente bene. Che dire poi di Fabio Volo (che a me personalmente sta molto simpatico)? Mi limito a dire che semplicemente non è in grado di fare anche l’attore.

L’intera messa in scena è quella di una tipica produzione italiana da sceneggiato per la prima serata di Canale 5, il susseguirsi delle vicende viaggia sempre tra il prevedibile e il già visto e i primi cinque minuti sono talmente patetici, mal recitati e mal realizzati che ci vuole un atto di fede – non ripagato dalla visione fino ai titoli di coda – per andare avanti.

Se lo spunto di partenza di Genitori vs influencer poteva anche essere interessante, la realizzazione complessiva, una sceneggiatura ridicola e una regia scolastica e televisiva affossano il film, relegandolo tra le visioni da evitare.

 

Voto: 3.5