I due Escobar (2010)

di Jeff e Michael Zimbalist

Il documentario ripercorre la storia recente della Colombia, attraverso due personaggi accomunati dalla stesso cognome ma profondamente diversi l’uno dall’altro: Pablo Escobar – probabilmente il più celebre narcotrafficante di sempre – e Andres Escobar – difensore e punto fermo della nazionale di calcio. Il racconto si focalizza sul periodo che va dagli anni ’80 agli anni ’90 e mostra in parallelo le “carriere” dei due, che in più di un’occasione si sono incrociati, visto che Pablo era un grandissimo appassionato di calcio (al punto da essere il proprietario “occulto” del Nacional di Medellin nonché organizzatore di centinaia di sfide di calcetto, persino sul campo della Catedral, il luogo in cui era – diciamo così – detenuto).

I due Escobar è un resoconto crudo, violento (le immagini d’epoca forti non mancano) di due personalità agli antipodi, accomunate da una fine tragica, sullo sfondo di uno dei periodi più sanguinosi e drammatici della storia della nazione sudamericana. L’interessante approfondimento merita la visione, anche grazie alle testimonianze di membri della famiglia di Pablo, compagni di squadra di Andres e, come detto, numerosi filmati originali (se cercate un documentario più leggero sempre legato al mondo del football vi suggerisco Kiaser il più grande truffatore della storia del calcio)

Il quadro che ne emerge è forse eccessivamente indulgente con il re del narcotraffico che, certo, ha utilizzato parte dei suoi immensi guadagni per aiutare i colombiani che vivevano nei quartieri più poveri e malfamati ma che, di contro, non ha esitato a giustiziare centinaia di persone, compiendo atrocità indicibili. Al di là di questo, è indubbiamente apprezzabile l’azzeccata capacità della produzione di raccontare la commistione tra tutti gli elementi più importanti della Colombia d’allora: la droga, la violenza, la corruzione e il calcio, tutti irrimediabilmente connessi l’uno con gli altri.

Voto: 7