Trama e recensione de I peccatori (Sinners – 2025)

Regista: Ryan Coogler

Cast: Michael B. Jordan, Jack O’Connell, Andrene Ward-Hammond, Hailee Steinfeld

Imbarazzante. Questo – per chi non avesse voglia di proseguire nella lettura – è il mio giudizio su I peccatori, il film di Ryan Coogler, balzato agli onori delle cronache come la pellicola ad aver ricevuto più nomination agli Oscar. Imbarazzante anche che l’Academy ritenga che un lungometraggio come questo meriti un tale onore… sempre che di onore si possa parlare, visto quello che sono diventati gli Oscar.

Personalmente ritengo che i membri che decidono quali siano i titoli più belli dell’anno, da qualche edizione delle statuette a questa parte, abbiano messo in atto una sorta di compensazione nei confronti di registi e attori afroamericani. Dopo averli ghettizzati e ignorati per anni, adesso – grazie alla stortura del politically correct – li esaltano a prescindere. Il buon Coogler sembra incontrare in modo particolare i favori dell’Academy. Qualche anno fa il suo Black Panther – un film pessimo – era rientrato nel novero dei migliori film. Adesso ci finisce I peccatori che, senza eccessivi giri di parole, è “una cagata pazzesca”

Negli anni ‘30 del Novecento, due gemelli, Smoke e Stack, (interpretati da Michael B. Jordan) tornano in Mississippi dopo aver fatto la grana a Chicago e decidono di aprire un locale per avventori afroamericani, dove i lavoratori che si spaccano la schiena nelle piantagioni di cotone possono bere e ascoltare buona musica. E per un’oretta – sulle 2 ore e 17 totali – il film racconta i preparativi per l’apertura. Quando poi la serata inizia, a suon di blues – e qui, durante l’esibizione del cuginetto dei due protagonisti, il regista ci regala qualche bel movimento di camera e un surreale ma non spiacevole viaggio in un secolo di musica – quella che sembra una pellicola sulla condizione delle persone di colore nell’America di quegli anni, prende una piega horror.

Sì, perché dal nulla – senza nemmeno che la sceneggiatura si prenda la briga di spiegarci perché – spuntano dei vampiri, ovviamente bianchi, a cui piace la musica, il ballo ma soprattutto mordere colli e trasformare le prede in vampiri a loro volta. Il “capovampiro” ritiene che il locale di Smoke e Stack sia l’unico obiettivo possibile… del resto lui ama la musica e là dentro la suonano da dio. Da questo momento comincia la mattanza. 

Vale la pena citare, alla rinfusa, altre perle che ci regala lo script… i vampiri non possono entrare nel locale a meno che qualcuno degli occupanti non li inviti (perché? Ah boh!), prima di attaccare in gruppo gli emuli di Dracula amano esibirsi in coreografie un po’ alla Thriller di Michael Jackson e per sconfiggerli è necessario dotarsi di aglio e paletti di legno da conficcare nel cuore (che originalità!). 

I peccatori altro non è che un film di serie B che non ha nemmeno una sua dignità come horror movie da guardare la sera di Halloween, figuriamoci come produzione meritevole di entrare nella storia del cinema. Noioso, infarcito di dialoghi prolissi e spesso fuori luogo, mai emozionante e tanto meno spaventoso, è semplicemente una delle cose peggiori che abbia visto negli ultimi anni. Ma ormai è da tempo (vogliamo parlare di The Substance?!?) che il cinema americano e il sottoscritto non vanno più d’accordo… 

 

Voto: 3,5