Sick note (2017-2018)

di Nat Saunders e James Serafinowicz

con Rupert Grint, Nick Frost, Pippa Bennett-Warner, Lindsey Lohan, Don Johnson

Sick note si fa beffe del politicamente corretto che sta annacquando tante produzioni cinematografiche più recenti. E già solo per questo mi piace e merita una visione, anche se poi alla lunga i nodi vengono al pettine e questa serie TV, di cui sono disponibili due stagioni su Netflix, comincia a perdere colpi. Il protagonista è Daniel Glass (l’attore Rupert Grint, ovvero l’amico con i capelli rossi di Harry Potter), non propriamente un simpaticone visto che la fidanzata (che lo tradisce con il suo migliore amico) lo vuole piantare, i suoi genitori non gli nascondono di preferire il fratello (la madre lo chiama sempre Simon…) e i suoi datori di lavoro sono sul punto di dargli il benservito. Come se tutto questo non bastasse, il suo medico (Nick Frost) gli annuncia che sta per morire per un tremendo cancro all’esofago. Insomma non si può certo dire che Daniel stia vivendo una vita indimenticabile!

Il dottor Iain Glennis, l’altra figura cardine della serie, è probabilmente l’uomo più distratto e pasticcione al mondo e questo si traduce in una diagnosi completamente errata: Daniel, in realtà, non ha il cancro. Però da quando l’ha detto ad amici, familiari e a lavoro, tutti hanno cambiato atteggiamento nei suoi confronti, dimostrandosi amorevoli, empatici e solidali. Dunque, perché non fingere di essere malato?

Ironizzare su un argomento così sensibile non è semplice e il rischio di risultare indelicati è forte ma gli autori di Sick note non si sono fatti troppe remore e le battute sull’argomento, come sulla chemioterapia e sui suoi effetti, si sprecano. Il tono è talmente sopra le righe e tendente al demenziale che, personalmente, non ritengo che la serie manchi di rispetto a chi sta davvero soffrendo.

Tanto più che il focus “malattia” viene ben presto relegato in secondo piano da una serie di altre vicende e da una bella manciata di volgarità, riferimenti sessuali e parolacce. La storia, in questo modo, vira sempre più verso il grottesco… persino troppo. L’introduzione di personaggi stupidi all’inverosimile (la polizia britannica non ci fa una bella figura) o fuori dalle righe – su tutti uno sboccatissimo e sessodipendente Don Johnson nel ruolo del capo di Daniel – infarcisce la trama di deliranti idiozie, privilegiando le situazioni assurde e trasformando protagonisti e comprimari in macchiette stereotipate prive di qualunque spessore.

Insomma Sick note parte bene, corrosivo e irrispettoso, ma poi si trasforma in un campionario di sboccata demenzialità, il che gli fa perdere buona parte della sua forza iniziale, anche se qualche risata riesce spesso a strapparla.

Voto: 5