The good nurse (2022)

di Tobias Lindholm

con Eddie Redmayne, Jessica Chastain, Alix West Lefler, Noah Emmerich

 

La storia (vera) è quella di Charlie Cullen (qui interpretato da un Eddie Redmayne non esattamente alla sua migliore performance), un infermiere che – senza alcun reale motivo – ha ucciso decine (se non centinaia) di pazienti somministrando loro insulina e altri farmaci. All’apparenza ragazzo gentile e disponibile, stringe un rapporto di amicizia con l’infermiera Amy (Jessica Chastain, sempre brava ma infinitamente meno coinvolta che in Scene da un matrimonio) e si rivela un prezioso aiuto nella gestione di pazienti e turni. Almeno fino a quando lei non comincia a insospettirsi per i frequenti decessi nel reparto di terapia intensiva.

Non mi sono fatto alcuno scrupolo a svelarvi la colpevolezza di Charlie perché non è sulla scoperta del colpevole che gioca The good nurse, che si limita a raccontare la vicenda, alla stregua di un docufilm. E questa scelta è una bella picconata alla capacità del film di trasmettere emozioni, tensione o mistero. Tutto appare lampante fin dalla prima scena, dunque si assiste passivamente e si attende l’epilogo con un interesse che scema fotogramma dopo fotogramma…

Considerato che su Netflix è disponibile anche il documentarioL’infermiere killer – che racconta la stessa vicenda, probabilmente sarebbe meglio orientarsi su quello, perché The good nurse sceglie la strada sbagliata (quella noiosa….) per narrare una storia che avrebbe avuto del potenziale.

 

 

Voto: 5